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24 settembre 2011

Allarme dei rettori italiani sui tagli previsti dal governo

Vivissima preoccupazione dell’intero sistema universitario italiano per i drammatici tagli progressivamente operati sul finanziamento ordinario. E’ quanto ha affermato la Crui (Conferenza Rettori delle Università Italiane) giorno 22 settembre dopo essersi appellata alle parole di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, sul decreto del Fondo di Finanziamento Ordinario 2011 varato dal Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Non sia riservata alla scuola una collocazione riduttiva – è quanto ha asserito Napolitanoattribuendo una quota chiaramente insufficiente alle risorse per l’istruzione, l’alta formazione, la ricerca.

Proprio nell’affermare criteri di massimo rigore e di effettiva produttività della spesa pubblica, nel mettere mano a una sua profonda revisione e selezione, – conclude – è possibile e necessario stabilire un nuovo ordine di priorità“.

Una selezione, dunque, che non veda l’Università e la Ricerca all’ultimo posto, selezione che porta il mondo accademico italiano a subire dei tagli previsti dalla finanziaria.

E Marco Mancini, presidente della Crui, ha sostenuto che “Il 2012 è ormai alle porte e gli atenei italiani non sono in condizione di poter sopportare altri tagli: si stanno già facendo grandi sacrifici, un’ulteriore diminuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario rappresenterebbe un duro colpo al sistema dell’alta formazione del Paese“.

Una dichiarazione che ha ricevuto il plauso degli altri rettori, oltre la quale successivamente sono stati calcolati i danni che gli universitari subiranno se vi sarà ancora sottrazione di fondi alle Università. I fondi sono diminuiti del -7,48% rispetto al 2009, con un decremento pari al -5,53% per l’anno 2012.

Questo – è la nota della Crui – comporterà il blocco di alcuni fondamentali servizi strategici forniti dalle università, con danni incalcolabili per l’utenza studentesca, per l’offerta di istruzione pubblica e per la ricerca“.

E sul nuovo decreto dei finanziamenti da parte del Miur sostengono che “non tenga ancora conto di alcuni parametri ai fini di una più equa ripartizione del Fondo.

Vi è il grave ritardo con cui il Miur ha provveduto a rendere disponibile lo schema di decreto e i disagi che ne conseguono sul piano della programmazione“. Dunque i rettori chiedono al Ministero che vengano stanziati i fondi necessari per quelle Università che negli ultimi anni versano in condizioni economiche precarie.

Sulla Ricerca, invece, fanno il punto su quei ricercatori che lavorano nelle università che non sfiorano il tetto del 90 per cento Ffo/stipendi. L’assunzione dei ricercatori deve, secondo quanto dichiarato, essere esteso a tutte le università.

I 18 milioni di euro per l’incentivazione premiale dei docenti non sono sufficienti.

È dunque giunto il momento di decidere – concludono i magnifici – se questo paese ha ancora bisogno delle proprie università“, una delicata questione su cui si tornerà a parlare.

Danilo Ruberto

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