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23 settembre 2011

Cene viaggi e regali spesati con fondi destinati all’Università Sum

Peculato, abuso d’ufficio, truffa aggravata e favoreggiamento personale, queste sono solo alcune delle accuse che pm Giulio Monferini la Guardia di finanza di Firenze hanno rivolto a diversi membri appartenenti ad enti di alta formazione post-universitaria tra i quali l’Istituto di studi umanistici (Isu) di Firenze; il Consorzio interuniversitario – Istituto italiano di Scienze umane; il Sum – Istituto italiano di scienze umane.

Tra gli indagati diverse figure di spicco degli enti sovraccitati come il professor Aldo Schiavone, studioso di Diritto Romano, fondatore ed ex direttore del Sum; il professor Mario Citroni, celebre latinista e attuale direttore del Sum; i tre direttori amministrativi che si sono succeduti, e cioè Michele Orefice, Loriano Bigi e Antonio Cunzio ; i funzionari Giuliano De Stefani e Daisy Sturmann; oltre alla titolare di una agenzia di viaggi, Maria Grazia Guidali.

Gli indagati soo accusati di aver utilizzato fondi pubblici destinati agli enti per fini personali. La cifra si aggirerebbe intorno ai 450 mila euro. Come venivano utilizzati questi soldi? emergono viaggi e soggiorni all’estero con mogli, parenti, amici; rimborsi di cene e pranzi in ristoranti esclusivi indicando nei giustificativi di spesa i nomi di studiosi presi da Internet anzichè, quelli reali, dei conoscenti; rimborsi per missioni non previste; acquisto di biglietti per voli in business class (non consentiti dai regolamenti universitari); indennità maggiorate non dovute; rimborsi per trasporti di amici in taxi; acquisto di vino facendolo passare per materiale di cancelleria; rimborsi di spese già pagate con la carta di credito dell’istituto; acquisti di libri e mazzi di fiori.

La truffa è stata smascherata dalla Guardi di finanza, la quale ha analizzato oltre 1500 documenti contabili ritenuti irregolari risalenti al triennio 2006-2009.

Le accuse attribuite agli indagati riguardano anche l’abusi di ufficio, per diversi contratti di collaborazione e incarichi professionali sarebbero stati reclutati parenti e conoscenti senza che venissero seguite le procedure selettive, imparziali e trasparenti previste per la pubblica amministrazione. Incarichi per attività a volte mai eseguite, e in molti casi a favore di persone prive di specifiche competenze e ingaggiate solo sulla base di un colloquio o dall’esame di un curriculum, impiegate per attività ordinarie di segreteria, archiviazione documenti, accoglienza professori, supporto amministrativo: le cosidette “assunzioni facili”.

Questo scandalo che ha colpito istituti post-universitari dove insegnano o hanno insegnato personalità di grande prestigio anche extrauniversitario come lo scrittore Umberto Eco o lo storico e giornalista Ernesto Galli della Loggia risulta essere ancora più grave non solo per le personalità coinvolte ma anche a causa del momento poco felice che sta attraversando l’università italiana.

Le evidenti difficoltà di reperimento di fondi statali, i tagli che gli stessi istituti sono stati e saranno costretti ad affrontare rendono i fatto particolarmente di risonanza. Scoprire che professori con una certa reputazione hanno utilizzato denaro pubblico, destinato alla formazione degli studenti, per fini strettamente personali non solo determina un grave danno agli studenti e allo Stato, ma mina anche profondamente la credibilità dell’istituzione universitaria.

Francesco Tamburrino

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