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9 ottobre 2011

Draghi chiede di investire sulle capacità dei giovani

Il 7 ottobre, nella giornata delle contestazioni studentesche verso la politica di tagli alle risorse, il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, durante un convegno a Sarteano, in provincia di Siena, ha lanciato un forte richiamo affinché In Italia si investa concretamente sulle capacità e su un elevato grado d’istruzione dei giovani.

Per Draghi è fondamentale che si formino ragazzi specializzati e competenti, che possano guidare il mondo economico e sociale attuale. “Il grado d’istruzione della forza lavoro e in particolare dei giovani è un fattore fondamentale di crescita in un’economia basata sulla conoscenza “ha dichiarato il massimo responsabile della Banca d’Italia .

Il futuro governatore della Bce si è soffermato ad analizzare anche la condizione vissuta dalla nuova generazione, in Italia, nell’attuale momento storico. Ha evidenziato cioè, i gravi disagi con cui si misurano i giovani, considerandoli come la classe sociale più colpita dalla crisi economica e affermando a riguardo :”Le difficoltà incontrate dalle giovani generazioni devono preoccuparci. La crisi che dal 2008 ha colpito l’economia mondiale ha acuito drammaticamente il problema perché i giovani sono fra coloro che ne subiscono i contraccolpi più forti”.
“Specialmente nel nostro paese – ha sottolineato Draghi – le prospettive di reddito delle nuove generazioni sono più che mai incerte; il loro contributo alla crescita è frenato in vario modo dai nodi strutturali che strozzano la nostra economia. Si stanno sprecando risorse preziose stiamo mettendo a repentaglio non solo il loro futuro ma quello del Paese intero”. Volendo riassumere quanto detto dal governatore, diventa dunque necessario occuparsi di questo grave problema giovanile, per uscire dalla crisi mondiale, poiché il futuro del paese e il rilancio passano dal riscatto e dalla valorizzazione delle menti dinamiche fresche e dalla volontà dei ragazzi d’Italia.

Secondo Draghi, inoltre, fino ad esso i ragazzi si sono salvati dall’abisso, grazie alla famiglia che costituisce per i giovani, a detta di Draghi, la cellula protettiva dagli effetti devastanti della crisi anche se, aumentano le diseguaglianze di condizioni di base e pertanto, per il successo professionale oggi conterebbe più il luogo di nascita e le origini geografiche di un genitore che il titolo di studio posseduto.

Se per alcuni giovani – ha detto a riguardo- una maggiore rilevanza della ricchezza ereditata può costituire una forma di compensazione rispetto alle minori opportunità di guadagno, in generale tende ad accrescere le disuguaglianze nelle condizioni di partenza“. “Pertanto– continua il governatore- il successo professionale di un giovane sembra dipendere più dal luogo di nascita e dalle caratteristiche dei genitori che dalle caratteristiche personali, come il titolo di studio conseguito“.

Tuttavia le parole di Draghi, sembrano non convincere gli studenti universitari, e in particolare il Movimento Rete della conoscenza, che le considera tardive e poco coerenti. Si chiedono i responsabili di tale associazione”. Dov’era Draghi quando la scuola e l’università italiane venivano smantellate? Dov’era Draghi quando il Governo italiano rendeva precario il lavoro e le vite della nostra intera generazione? Dov’era Draghi, quando la crisi generata da finanzieri come lui veniva scaricata su di noi?”.
Gli studenti quindi, attaccano il governatore e sostengono che: “Per anni è stato dirigente di Goldman Sachs, centro della speculazione finanziaria globale, poi è stato alla Banca d’Italia e ora andrà alla Bce, esattamente le istituzioni finanziarie che hanno suggerito quando non imposto queste misure”. Per questi motivi, continua la Rete della conoscenza, “noi non ci caschiamo. Se Draghi volesse davvero ‘valorizzare i giovani’, potrebbe scrivere un’altra lettera, in cui chiede al Governo italiano un massiccio piano di investimenti su scuola, università e ricerca, l’introduzione di un reddito per i soggetti in formazione, la lotta alla precarietà, la restituzione ai cittadini del diritto di decidere sulle politiche economiche e sociali”.

In sostanza, sembra che le proteste siano dirette al cuore finanziario ed economico globale ed italiano, considerato dagli studenti il vero artefice della situazione attuale di stallo economico .

Vincenzo Amone

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