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29 ottobre 2011

L’Udu lancia l’appello alla mobilitazione per la manifestazione del 17 novembre

“Vogliamo un mondo all’altezza dei sogni che abbiamo”. Con questo slogan l’Udu lancia l’appello alla mobilitazione generale per la manifestazione del 17 Novembre, giornata dedicata a livello mondiale al diritto allo studio.

Le ragioni per aderire, messe in evidenza dall’ Unione degli universitari sono molteplici. Anzitutto una delle problematiche più urgenti da risolvere, secondo l’Udu, è cositutita dal problema delle borse di studio non erogate, problema che interessa trasversalmente gli atenei italiani da Nord a Sud.

In un sistema in cui, scrivono i rappresentanti dell’Udu per mezzo di una nota diffusa sul web, la borsa di studio è garantita solo a uno studente su 5, si è abbattuto il taglio del 95% dei fondi nazionali, generando una situazione insostenibile in cui i beneficiari vengono privati di un diritto sancito dalla Costituzione e creando un paradosso tipicamente italiano , quello cioè degli idonei non beneficiari.

Giudicano inoltre negativamente gli ultimi provvedimenti attuati dal ministro Gelmini, che irrigidiscono i criteri d’accesso alla borsa di studio. Una misura a detta dell’ Udu, attraverso cui si nega il futuro di migliaia di studenti che hanno l’unica colpa di non avere una situazione economica e sociale che gli permetta di mantenersi agli studi universitari.

La riflessione dei giovani dell’Udu non si limita soltanto all’ambito universitario. Secondo i rappresentanti dell’associazione, l’università è solo la punta dell’iceberg di un sistema societario che non tiene conto delle nuove generazioni. Un generazione di giovani privati della la possibilità di costruirsi un futuro , che si deve accontentare di stage non retribuiti e di retribuzioni misere in rapporto alla mole e alla quantità di lavoro prodotto.

L’ Udu è critico anche nei confronti del sistema economico e in particolare nei confronti della finanza, definita come un sistema che “cavalcando il neoliberismo, mette al centro l’economia del profitto e della produttività e non la dignità e l’importanza del lavoro e i diritti dei cittadini”

Occorre quindi, secondo l’Udu, ricostruire la società, difendendo i propri diritti e conquistando un posto all’interno di essa per rifondarla e renderla migliore.

Vincenzo Amone

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