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5 ottobre 2011

Strage di studenti in Somalia

Si è fatto esplodere nella mattinata di ieri a Mogadiscio, nel comprensorio K4(Chilometro 4) ospitante gli uffici dei ministeri del Governo Federale di Transizione e quello dell’Istruzione, il camion guidato da un attentatore suicida facente parte di Al Shabab, le milizie integraliste islamiche legate ad Al Qaida.

L’attentato è stato rivendicato dagli Al Shabab, che hanno indicato come obiettivo del kamikaze il palazzo dei ministeri, avrebbe causato settanta morti e una cinquantina di feriti.
Il ministro per la Pianificazione e un vice ministro della Salute sono rimasti feriti; le vittime si contano tra militari e studenti che si trovavano in quel momento davanti al Ministero dell’istruzione per sostenere un esame che gli avrebbe garantito la partecipazione ad un programma di studi finanziato da Ankara. Una possibilità concreta per lasciare la Somalia.

Quello di ieri diventa l’attentato terroristico più devastante dopo quello del luglio 2010 a Kampala, capitale dell’Uganda, quando una duplice esplosione causò 76 morti. Il 3 dicembre 2009, sempre a Mogadiscio, un attacco suicida durante una cerimonia di laurea portò alla morte di quattro ministri e numerosi studenti.

La situazione in Somalia resta tesa. Gli Shabab che attualmente controllano la maggior parte della Somalia centro-meridionale e una parte di Mogadiscio lottando contro il governo di transizione del presidente Sharif Ahmed-appoggiato dalla comunità internazionale e sostenuto militarmente da circa 9.000 soldati inviati nella capitale dall’Unione africana (Amisom)– hanno attaccato uan settimana fa alcune città al confine con il Kenya. Il 7 maggio scorso il portavoce degli Shabab somali Ali Mohamud Rage aveva giurato di vendicare la morte di Osama bin Laden.

Benedetta Michelangeli

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