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13 ottobre 2011

«Tutti pazzi per la chimica»

In occasione della giornata di Orientagiovani, si aprono nuove opportunità lavorative per i giovani italiani.Dopo gli esami di maturità, una profonda confusione adombra le menti dei diciottenni italiani che escono dalla scuola, spesso, senza aver nessuna competenza specifica né, tantomeno, idee chiare sul proprio futuro. La scelta della facoltà a cui iscriversi e, di conseguenza, la scelta di quale lavoro intraprendere una volta “adulti” rappresenta un dilemma che, da generazioni, affligge gli adolescenti.

Il punto focale da qui dipende l’esito di tale decisione è rappresentato dagli sbocchi lavorativi che un determinato iter formativo può offrire: in una società in cui non si sente altro che la parola “crisi” i neo – diplomati cercano di svincolarsi tra le vie più districate proposte da corsi di studio universitari dai titoli sempre più complessi che creano l’illusione di impartire un sapere più specialistico e, pertanto di fornire una possibilità lavorativa più sicura.

Ma sembra giunto il momento di tranquillizzare i maturandi di quest’anno: l’11 ottobre infatti si è tenuta la diciottesima edizione dell’Orientagiovani, una giornata organizzata dai giovani della Confindustria che mira proprio ad illuminare i ragazzi italiani sulle future possibilità lavorative, appuntamento che quest’anno reca l’affascinante titolo di «Tutti pazzi per la chimica».

Ebbene sì, secondo le statistiche provenienti da un dossier preparato con la collaborazione di Assolombarda e Federchimica, il settore Chimico offrirebbe la più alta percentuale di opportunità lavorative. In poche parole, un laureato in chimica, al 90 %, troverà un’occupazione entro tre anni dal conseguimento del titolo di laurea.

E si tratta, per di più, di un’ occupazione inerente agli studi conseguiti.
Tale consapevolezza è forse già insita in molti giovani: infatti, dopo un picco minimo di meno di mille iscritti alle facoltà di chimica italiane toccato nel 2000, c’è stato un forte incremento nel numero delle matricole che oggi superano la quota di tremila.

Un risultato importante per una materia che, nelle scuole nostrane, sembra spesso passare in secondo piano rispetto alle più tradizionali materie umanistiche.

È interessante capire come sia possibile che, in una situazione economica così disastrosa, tale ramo continui ad essere così prolifero: parafrasando le parole presidente di Federchimica, Cesare Puccioni, comprendiamo facilmente che coloro i quali lavorano in questo campo posseggono una competenza ed una professionalità tali da non poter essere “intercambiabili”.

La Chimica, inoltre, è uno dei settori industriali più importanti a livello mondiale e, nonostante il ritardo italiano, sembra essere tuttavia un buon punto di partenza per combattere la crisi economica.

Pertanto, secondo quanto dice Rocca per Confindustria, sarebbe opportuno indirizzare i giovani verso studi che consentano loro di immettersi direttamente in ambiti di mercato sicuramente produttivi ed investire, dunque, nei settori scientifici.

Ci si chiede, forse polemicamente, che fine faranno coloro che, invece, scelgono di proseguire studi umanistici. Ma non è il momento questo di turbare l’ottimista e positiva atmosfera che aleggia ancora in seguito alla giornata Orientagiovani.

Ciò che realmente conta è che, progressivamente, possano aprirsi per i giovani dei concreti percorsi formativi e lavorativi, cosicché, almeno la generazione immediatamente successiva a quella attuale, risenta il meno possibile delle conseguenze dell’odierna crisi economica.

Giuseppina Iervolino

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