• Google+
  • Commenta
18 novembre 2011

17 Novembre data emblematica per studenti e le radio

La scelta di questa data non è stata casuale. Nel 1939, in questo stesso giorno, fu repressa qualsiasi mobilitazione studentesca contro la guerra. Si ricorda, ogni anno, un gruppo di studenti cecoslovacchi uccisi per i loro ideali e perché difendevano il nostro diritto allo studio.

Questi ragazzi sono diventati un simbolo per le generazioni che, ancora oggi, continuano a lottare per tutelare un nostro “diritto”, che deve essere immancabilmente garantito.

Una manifestazione nazionale in tutte le piazze d’Italia “Occupy the streets, occupy the future”, un nome che usa un solo verbo “occupare”. Perché occorre occupare le strade per far sentire la voce degli studenti, ormai stanchi di non essere debitamente considerati, e che desiderano un’occupazione.

Già alle 9.30 insieme all’on-air iniziano i cortei: Roma, Padova, Verona, Perugia, Catania, Pavia, Pisa, Vercelli, Trento, Palermo, Ferrara… in fermento tra sciopero nazionale e manifestazioni.

L’occupazione dei giovani è il tema principale a cui si da voce nella Giornata Mondiale della Mobilitazione Studentesca. L’emittente di riferimento è Unica Radio (Radio Universitaria di Cagliari), ma i collegamenti sono effettuati da tutte le stazioni universitarie italiane e dai social network che, seguendo live ogni notizia, tengono aggiornati gli utenti.

L’idea giovanile è l’indipendenza delle Università e della ricerca dalle logiche di mercato perché “non accettiamo che ventisette milioni di persone siano cancellate in nome degli umori dei mercati. Ci sembra ormai chiara l’insostituibilità della retorica propinataci dal circuito massmediatico, per la quale il bene del mercato coincide con il nostro bene” (dal manifesto della manifestazione).

Occorre proteggere il diritto allo studio e un futuro costruito sulla conoscenza perché “un popolo ignorante è un popolo senza futuro”. In un momento di grandi cambiamenti e incertezze gli studenti chiedono garantire a tutti eguali diritti sul piano della formazione e dare un futuro valido a questo mondo tutto in divenire, ma senza prospettive.

Alessandra Calapà

Google+
© Riproduzione Riservata