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13 novembre 2011

“Arrivederci amore ciao”: Gelmini e cio’ che ha lasciato

12 Novembre 2011: un giorno da segnare sul calendario non tanto per il Premier, ma per uno dei suoi ministri. Silvio Berlusconi si è dimesso dalla carica di Presidente del Consiglio italiano. Recatosi al Colle, è sceso nella condizione di normale cittadino. O di uno sconfitto della politica. Un uomo tradito, che ha perso i numeri della propria maggioranza.

L’eredità del Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini? La bresciana intanto prepara le sue cose, così come nei film americani dove il licenziato raccoglie in uno scatolone con manici la sua roba nell’ufficio.

Maria Stella Gelmini è forse consapevole che probabilmente Mario Monti non la richiamerà nel suo governo tecnico, tanto da far subito i bagagli così come è trapelato da Viale Trastevere a Roma. Secondo questa piccola fonte l’ex ministro italiano ha salutato sottosegretari e politici con i quali ha lavorato insieme in questi tre anni.

Trienno da dimenticare per le sorti delle Università italiane, se pensiamo i tagli fatti alla ricerca, all’istruzione e al corpo docenti. Probabilmente tra meno di un anno ci dimenticheremo di lei, del suo caschetto accompagnato da occhiali da burocrate dello stato, se non nominarla per la famosa Riforma che porta il suo nome e che nel corso di questi anni non è piaciuta a molti.

Forse tornerà a Leno o a Brescia, a riprendere gli incarichi di Presidente del consiglio comunale di Desenzano del Garda o di Assessore al territorio della Provincia Di Brescia. Quel che si sa è la sua attività di Ministro, di cui ricordiamo il primo decreto-legge del 1° settembre 2008.

Ma uno degli effetti della riforma riguarda la Scuola secondaria di secondo grado, dei provvedimenti che dovrebbero entrare in vigore per l’anno scolastico 2014-2015. Un taglio delle ore di insegnamento negli Istituti tecnici e professionali. Ci interessa questa parte della Riforma per capire se il prossimo governo tecnico farà una legge che disciplina la scuola secondaria di secondo grado andando a modificare o abrogare del tutto la precedente.

Intanto un gruppo di docenti francesi che la scorsa estate ha partecipato al concorso per la selezione del personale della Scuola europea di Parma ha inviato una lettera al Ministro uscente con parole dure denunciando “la totale mancanza di informazioni e trasparenza. La direzione della scuola a nostro avviso è semplicemente in malafede”.

Pur essendo primi nella graduatoria, queste persone non sono state assunte nell’incarico per cui hanno partecipato al concorso :

Denunciamo – si legge nella lettera alla Gelminila palese cattiva volontà con la quale sono stati presi in considerazione i risultati del concorso ed i milgiori candidati. Uno di loro, nonostante fosse in cima alla graduatoria, non è mai stato contattato. Un’altra, anch’essa in cima alla graduatoria, è stata scartata per motivi poco trasparenti“.

Questa in sintesi una delle ultime notizie riguardo Gelmini e ciò che ne resta, insieme alla richiesta di Fernando D’Aniello, segretario nazionale Adi ( Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca italiani) :

Il ministro dell’Istruzione sospenda immediatamente l’iter fin qui realizzato e di attendere il superamento, qualunque forma esso assuma, della crisi apertasi nella maggioranza”.

La richiesta è stata fatta il 10 novembre quando il Presidente del Consiglio aveva annunciato che si sarebbe dimesso di lì a poco. Fernando D’Aniello si è scagliato contro la grave situazione che vivono molti ricercatori italiani, paralisi dovuta alla legge 240:

Abbiamo appreso – ha proseguito – che nella legge di stabilita’ e’ stata inserita una norma che prevede l’abolizione di qualsiasi limite all’utilizzo di contratti di collaborazione: ancora una volta, senza alcun preavviso alle rappresentanze dei giovani ricercatori o anche agli organi di governo dell’università, si approvano misure inaccettabili, prive di qualsiasi disegno complessivo, se non il fare cassa, del tutto disancorate da una prospettiva di sviluppo complessivo.

Come Adi chiediamo l’immediata eliminazione di quella norma”.

Questo è quanto lascia Maria Stella Dorothy Gale Gelmini. L’abbiamo seguita in questi mesi sul (tunnell)sentiero dorato che porta ad Oz. Entrando nel palazzo di Smeraldo ha trovato sì il mago, ma non Berlusconi, bensì Monti.

Danilo Ruberto

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