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12 novembre 2011

Benigni l’anti-italiano. Parola di Gelmini

Parole dure quelle di Maria Stella Gelmini nella puntata di Venerdì 11 novembre a Porta a Porta contro Roberto Benigni per l’intervento al Parlamento Europeo per i 150 anni dell’Unità D’Italia :

Stimo di più Roberto Benigni che recita a memoria la Divina Commedia; lo preferisco al Benigni un pò anti-italiano che in una fase così difficile per il Paese esterna le sue posizioni politiche a Bruxelles contro il nostro presidente del Consiglio in carica”.

Parole dure e folli quelle di Maria Stella Dorothy Gale Gelmini, conscia forse di dover dire addio alla poltrona e al suo regno incantanto del Ministero della Pubblica Istruzione. Dimessosi il Presidente, elezioni anticipate? Cartello FINE o FORSE sulla propria carriera politica?

Quello che è certo e noto è la presa di posizione delle maggiori stampe internazionali che a tempo debito hanno ironizzato sul Premier italiano per i presunti scandali sessuali. E che non fu opera di qualche battuta di Benigni. Infondo ognuno fa il proprio mestiere.

Ma in questo periodo per lei così difficile, Maria Stella Dorothy Gale pensa che sia proprio il premio Oscar italiano a far aver una considerazione non proprio positiva dell’Italia all’estero.

Poi non sorprendiamoci – ha aggiunto – se i commissari e tutti i dirigenti di Bruxelles hanno un’opinione negativa dell’Italia. Servirebbe un maggior senso nazionale nel momento in cui serve rafforzare la credibilità italiana nell’Unione Europea, ma credo che a questo scopo Benigni non abbia dato ieri un buon contributo”.

L’anti-italianità è un tratto venuto fuori ieri di Benigni secondo il Ministro della Pubblica Istruzione. Gli interventi buoni o meno per l’Università dovrebbero essere, invece, il discriminante tra italianità e anti-italianità. E non quello di un comico, premio oscar che invece ha avuto il merito di rispolverare la Divina Commedia presentandola come una ricchezza insormontabile della cultura italiana e non più un pesante testo da leggere nei licei.

Domandarsi perchè molti ricercatori e insegnanti hanno protestato nel corso di questi anni sulle Riforme adottate dalla Gelmini dovrebbe essere una buona strada maestra per capire che l’ironia, e in questo caso di mestiere, non significa essere contro una nazione. Sono altri i fattori che la deteriorano, o in questo caso la ridicolizzano.

Il passo indietro di Berlusconi è forse un ottimo passo indietro per l’Italia, che serve necessariamente per ripensare il sistema scolastico e universitario, per non impoverire le università pubbliche con sottrazioni di fondi e tagli alla ricerca. Se le annunciate dimissioni del premier sono un male per il suo ministro, non tutti i mali vengono per nuocere.

Danilo Ruberto

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