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2 novembre 2011

FESTIVAL ROMA – GIOVEDI 3 NOVEMBRE_ Arrivano al Festival i bambini “lunari” di The Dark Side of the Sun, che racconta la malattia attravero l’animazione

GIOVEDÌ 3 NOVEMBRE
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA – SEZIONE EXTRA/CONCORSO DOC
I BAMBINI “LUNARI” DI “THE DARK SIDE OF THE SUN” CHIUDONO LA TRILOGIA DEI DOCUMENTARI CHE ESPLORANO IL MONDO DELLA MALATTIA, STAVOLTA RACCONTATA ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO DELL’ANIMAZIONE.

Domani, giovedì 3 novembre, sarà presentato al Festival di Roma, nella sezione Extra / Concorso, il film documentario “The Dark Side of the Sun” del regista Carlo Shalom Hintermann e del regista dell’animazione Lorenzo Ceccotti. Una produzione Citrullo International e Rainbow in collaborazione con Rai Cinema.

Dopo l’americano “How to Die in Oregon” e il finlandese “People in White”, passati ieri al Festival, l’italiano “The Dark Side of the Sun” si pone quasi in chiusura di una trilogia di lavori che ha visto al centro del racconto la malattia, incurabile, rara o “provocata” da altri.

In “The Dark Side of the Sun” la malattia è la XP, Xeroderma Pigmentosum, che colpisce i bambini provocando tumori alla pelle e costringendoli ad una vita letteralmente rovesciata. Per questi bambini, di cui seguiamo le vicende nel documentario, il sole diventa un nemico mortale e sono costretti a vivere isolati, lontani dal mondo diurno dei loro coetanei. Questo non accade però a Camp Sundown, un campo estivo nello stato di New York creato dalla tenacia dei loro genitori, dove questa piccola comunità notturna dà vita ad un universo colmo d’incanto e dove genitori e figli si riconoscono in un unico desiderio: vivere appieno la propria vita.

Il linguaggio dell’animazione è quello che “The Dark Side of the Sun” sceglie per raccontare le vite di questi bambini. Grazie al coinvolgimento al progetto del fumettista e grafico romano Lorenzo Ceccotti, è stato costruito un team di animazione ‘in house’ senza appoggiarsi a un vero studio, che ha permesso di lavorare in completa autonomia e libertà creativa. Attraverso il contatto diretto con i bambini di Camp Sundown, avvenuto nell’arco di tre anni, sono stati raccolti i desideri, le paure, le speranze e i sogni e insieme a loro si è creato un percorso narrativo di cui sono diventati i veri protagonisti. “Ho creduto sin dal principio nel progetto” – ha dichiarato a questo proposito Iginio Straffi, Presidente e Fondatore di Rainbow, coproduttrice del film – “un documentario di immenso valore e toccanti suggestioni, per chi come Rainbow si impegna con passione e dedizione nel mondo dell’animazione e nella divulgazione di problematiche sociali che riguardano soprattutto il nostro pubblico di ragazzi”.

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