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16 novembre 2011

La Benetton colpisce ancora e regala baci d’Amore

Inizia oggi la nuova campagna della Benetton UNHATE, che mira ad opporsi ad ogni tipologia di odio tra popoli e culture diverse. E fin qui, “Chapeau” per l’idea e il messaggio da diffondere a livello mondiale; ma come poter aspettarsi una campagna normale e convenzionale da una multinazionale quale la Benetton?

Non avremo mica dimenticato i manifesti di Oliviero Toscani che non solo hanno fatto il giro del mondo, ma hanno regalato fiumi di parole a critici ed opinionisti forse un po’ troppo conservatori e tradizionalisti. Nello specifico, ci si riferisce all’immagine del prete e della suora mentre si scambiano un bacio non proprio pudico, o alla distesa interminabile del cimitero francese ricoperta da croci bianche, pubblicata qualche giorno prima dello scoppio della Guerra del Golfo e immediatamente censurata perché ritenuta inaccettabile?

La Benetton colpisce ancora, e proprio questa mattina srotola sul Ponte dell’Angelo, a pochi passi dal Vaticano, una gigantografia raffigurante il Santo Padre Benedetto XVI mentre si lascia trasportare da un bacio, sulla scia di quello di Toscani, con l’Imam del Cairo Ahmed Mohamed el Tayeb. Una copia identica è stata affissa a Milano davanti la Borsa, mentre un’immagine raffigurante Barack Obama che bacia il capo del Goveno Cinese Hu Jintao è stata affissa in Piazza Duomo.

Lo scopo, come precisato da Alessandro Benetton, Vice Presidente Esecutivo di Benetton Group, è quello di diffondere l’idea che il male e l’odio possono essere annientati solo tramite il bene, unica arma vincente. Ma si sà, che le tecniche ed immagini adoperati dalla multinazionale sono spesso un po’ troppo stravaganti, a tal punto da nascondere il messaggio focale, tramutando l’idea in una pura e semplice provocazione per i personaggi rappresentati.

Questa nuova campagna, sostenuta dalla fondazione e da svariate attività annesse al progetto Unhate, vedono la Benetton in prima fila per la battaglia nel rinnovamento umano dell’uomo moderno, affinché i nuovi giovani crescano con uno spirito più solidale e aperte verso il diverso e il nuovo.

Le immagini dovrebbero essere diffuse sulle principali testate quotidiane, periodiche e web del mondo. Inutile aggiungere il rifiuto di aderire al progetto da parte di molte testate giornalistiche italiane.

Caterina Mirijello

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