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10 novembre 2011

«L’Italia è il Paese della Resurrezione»

L’unico momento delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia all’interno del Parlamento europeo di Bruxelles si è tenuto ieri 9 novembre nell’emiciclo del Parlamento con un ospite speciale, Roberto Benigni, il quale ha declamato il XXVI Canto dell’Inferno di Dante Alighieri.

Il convegno è stato promosso dall’Università per stranieri di Perugia e organizzato in collaborazione con la Rappresentanza permanente d’Italia.

All’interno de ”La lingua italiana come fattore d’identità e unità nazionaleBenigni non si è risparmiato su battute circa la situazione attuale italiana e anche sulla sua condizione di claudicante, infatti ha fatto ingresso nel Parlamento con delle stampelle per una frattura alla caviglia, che l’attore toscano ha ironicamente commentato come una frattura dovuta al passo indietro fatto da Silvio Berlusconi :

«Mi è venuto addosso una persona in Italia che ha deciso di fare un passo indietro. Mi avevano detto di stare tranquillo, non si muove, non lo fa. Non è vero, sono caduto

Una comicità tutta italiana mai volgare quella di Benigni che ha paragonato la nostra politica italiana con quella del Belgio, un paese che non ha un governo da un anno e mezzo :

«In 15 mesi tutto è andato su, i belgi hanno tutte le fortune, noi invece il governo ce lo abbiamo. Non è che c’è qualche traditore tra di voi, qualcuno che è andato in bagno, tra i traditori c’è anche il Manneken pis? (la celebre statua di Bruxelles che rappresenta un bambino che urina).»

Prima di declamare il 26º canto della Divina Commedia, Benigni non ha esitato ad esaltare, come suo costume, la bellezza della lingua italiana, le invenzioni nate nel corso dei secoli, l’architettura e letteratura italiana, costruendo un magnifico excursus storico della nostra cultura, che tra l’altro ha inventato le banche, oggi al centro della crisi finanziaria, non dimenticando di citare la situazione greca :

«Vorrei che ogni giorno dessimo un euro per il pensiero, la filosofia e la logica che abbiamo ereditato.

Non vedo l’ora di tornare nel mio Paese, che è il Paese della resurrezione, del miracolo permanente. E’ un momento straordinario per l’Italia perché la speranza si manifesta nella disperazione compiuta, ma è un Paese sanissimo, meravigliosamente sano, quante ne abbiamo passate

Un evento importante dunque quello del toscano in cui si è celebrata, fuori dall’Italia, la bellezza, l’identità culturale e la lingua del nostro bel paese. L’attore ha scelto di declamare il naufragio di Ulisse di Dante, dei “condottieri e politici che non agirono con le armi e con il coraggio personale ma con l’acutezza spregiudicata dell’ingegno“.

Benigni ha chiuso la recita a memoria, senza difficoltà, del canto con la frase dantesca ormai celebre Fatti non foste a viver come bruti, un invito non solo ai presenti nel parlamento ma a tutti gli italiani.

Il canto è stato scelto dal premio oscar italiano insieme a Giuliano Amato lì presente, definito dall’attore “l’uomo che più diffonde il sentimento nazionale oltre al presidente Napolitano“.

All’evento erano presenti Stefania Giannini rettore dell’Università di Perugia, David Sassoli, Mauro Mauro, Anna Maria Bernini Ministro degli Affari europei e Antonio Tajani commissario Ue ai Trasporti.

Danilo Ruberto

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