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9 dicembre 2011

Ignoto spara nel campus di Virgina Tech

Ritorna la paura all’interno dell’Università Virginia Tech, a Blacksburg, già teatro dell’orrore quattro anni fa, nel 2007.

Non è stato fermato il killer che ha ucciso con un colpo di pistola un agente, per scappare poi verso un parcheggio dove ha sparato ad un’altra persona. E’ caccia all’aggressore di cui non si conosce l’identità, sul twitter del giornale dell’Università Collegiate Times intanto vengono date notizie in tempo reale sull’attività della polizia.

Testimoni oculari hanno raccontato di aver visto un poliziotto far accostare una macchina al posto di blocco dell’Università. L’uomo, durante lo stato di fermo, ha ucciso l’agente a colpi di pistola dirigendosi verso il parcheggio dove ha fatto la seconda vittima.

E’ stato fermato un uomo sulle scalinate dell’istituto d’arte, con sede a College Avenue, ma è stato rilasciato dalla polizia dopo aver sentito dei colpi di arma da fuoco, come descritto dal Collegiate Times.

L’Università americana fu già luogo di un massacro di 32 persone. Seung Hui Cho, studente di origine coreana, si tolse la vita dopo aver sparato per diverse ore. Gli americani ricordano questo omicidio come il più grande massacro in patria effettuato da una singola persona.

«Gli studenti sono pregati di twittare a Collegiate Times se avete informazioni da riferire» è l’appello fatto su internet, insieme a quello dell’ateneo che raccomanda agli studenti di rimanere chiusi nelle loro stanze all’interno del Campus. Ma c’è anche chi pensa che gli esami sono stati rinviati di un giorno, scrivendo ironicamente sul social network, forse per sdrammatizzare la paura.

Dopo l’omicidio del 2007, secondo molti giornali come il Washington Post, non sono state prese misure di sicurezza per l’incolumità di personale, studenti e docenti. E’ finito sotto accusa il capo della polizia dell’università, Wendell Flinchum, per non aver all’epoca lanciato subito l’allarme, inviando un’email vaga dopo due ore: dalle prime due vittime, Seung Hui Cho ebbe tutto il tempo di chiudere in un’aula altre persone e ucciderne altre 30.

Danilo Ruberto

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