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19 dicembre 2011

Irregolarità nei test di accesso: l’Udu vince il ricorso

Ha del clamoroso quanto avvenuto a Brescia lo scorso 15 dicembre 2011.

Il Tar della Lombardia, Sez. distaccata di Brescia, ha infatti accolto completamente il ricorso avanzato dall’Udu di Brescia, riconoscendo a tutti i ricorrenti il diritto ad essere ammessi al corso di studio in Professioni sanitarie per “irregolarità nei quiz di accesso”.

Così dopo la storica sentenza del novembre 2011, colla quale il Tar della Lombardia ha dato ragione all’Udu relativamente all’aumento “illegale” delle tasse universitarie stabilito dall’ateneo di Pavia, l’Unione degli Universitari colleziona un nuovo, sorprendente successo.

Il Tar, in poche parole, ha sancito l’illegittimità della prova, caratterizzata da domande errate e quesiti incomprensibilmente annullati.
Nelle motivazioni si legge, infatti, di una “oggettiva alterazione nella modulazione e proporzione del test” in conseguenza della quale “affiora e si espande il diritto allo studio costituzionalmente garantito”.

“Una vittoria storica per l’associazione” – esulta Federico Micheli, coordinatore dell’associazione degli studenti costituitasi parte civile, cui fa eco la soddisfazione del coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, Michele Orezzi.

“E’ stata denunciata – ha sentenziato Orezzi – la mala gestione dei concorsi pubblici italiani e si è permesso a 50 studenti di entrare e studiare in un’Università che deve essere pubblica, libera e accessibile a tutti”.

Ma “guerra”, se così si può definire, non è ancora finita.

La battaglia legale dell’Udu, infatti, continua a fare il suo corso, soprattutto sul fronte “numeri chiusi”.

È prevista, infatti, una lunga serie di ricorsi contro le nuove regole stabilite dal Miur in relazione ai criteri di accesso al corso di laurea in Scienze della formazione, per il quale è stata fissata una somma di idoneità pari a 60 risposte esatte su 80 quesiti.

Criteri inaccettabili, denuncia l’Udu, che rischiano di ridimensionare pesantemente l’accesso al corso, portando la soglia di ammessi ad appena 250 studenti.

La battaglia, al solito, si preannuncia lunga e complicata.
Ma alla luce dei successi finora incassati, c’è di che essere ottimisti.

Matteo Napoli

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