• Google+
  • Commenta
9 dicembre 2011

La voce di un padre contro il numero chiuso

Controcampus da sempre si è voluto porre nel panorama del giornalismo italiano prima di tutto come un magazine che fosse in primis per gli studenti un punto di riferimento, una fonte di notizie, ma anche di curiosità e consigli utili. Ha sempre tentato di aiutare giovani studenti “a capirci di più” in questo intricato mondo accademico, a recuperare informazioni utili, a capire insieme quale poteva essere il miglior master, il miglior corso universitario, o un concorso da fare.

Controcampus segue con passione le vicissitudini del mondo universitario e si è fatto negli anni portavoce delle perplessità, delle tensioni e delle vicissitudini degli studenti o di quanti si approssimano a diventare matricole dei vari campus d’Italia.

Controcampus sa che ogni studente è prima di tutto una persona: una persona piena di paure, perplessità, spesso insicurezze. Ma è anche una persona piena di aspettative, fiducia e che non desidera arrendersi rispetto alle problematiche che possono emergere in un percorso accademico spesso insidioso, stressante, ma talvolta anche ingiusto e problematico.

Ogni studente è una vita, una famiglia alle spalle che si preoccupa del suo avvenire, del suo percorso universitario e soprattutto di quello che sarà dopo.
Per questo motivo e in considerazione di tutto ciò, Controcampus non poteva rimanere indifferente e lasciare nel silenzio un padre, un padre preoccupato per le sorti del proprio figlio e per gli ostacoli che il sistema universitario sta frapponendo tra suo figlio e il suo stesso percorso accademico.

A seguire una lettera a cuore aperto che quel papà pugliese ha inviato a Controcampus e a cui noi ci siamo sentiti in dovere di dar voce.

Sono un padre di famiglia piuttosto preoccupato per il futuro dei propri figli.
Vi scrivo per sensibilizzarVi al fine di adoperarVi nelle opportune sedi affinché venga abrogata la legge relativa al NUMERO CHIUSO per l’accesso alle varie università scientifiche (vds. medicina, scienze infermieristiche ecc…).

Son venuto a conoscenza che il 30 novembre alcuni movimenti studenteschi sono stati ricevuti dal ministro Profumo che, nell’ambito di un giro di consultazioni delle varie parti sociali, sta cercando di capire quali siano le reali problematiche, più sentite, del mondo della scuola. Dalla relativa nota diffusa dal Miur in merito a quanto emerso sia dall’incontro con le componenti rappresentative delle famiglie (incontro avvenuto il 23 novembre) sia da quello con le rappresentative studentesche non mi risulta sia posto in evidenza tale problema così importante per il futuro dei nostri figli.

E’ incredibile costatare come le masse studentesche si mobilitano spesso per i motivi più disparati (tutti condivisibili, per carità!) quali la Riforma scolastica (ormai già in atto, nelle superiori, dal precedente anno scolastico), i tagli alle spese nel settore dell’istruzione, le strutture scolastiche fatiscenti ecc., trascurando un interesse, a mio avviso importantissimo, quale la salvaguardia reale del “diritto di studio” (sancito dalla nostra Carta Costituzionale) che progressivamente risulta essere sempre più scardinato. Tutti “dovrebbero” avere libero accesso alla scuola! Infatti, l’art. 34 della Costituzione così recita: “La scuola è aperta a tutti (…) I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Ma in realtà, oggi, tale principio sembra non sussistere nell’ambito dei piani più alti dell’Istruzione, quale quella universitaria, dove, essendo stati inseriti man mano vari contingenti (con l’introduzione del NUMERO CHIUSO IN ACCESSO!) nei più disparati corsi di laurea, di fatto sono state precluse le possibilità di prosieguo negli studi universitari per tantissimi giovani seriamente impegnati, capaci e meritevoli, che avevano iniziato, con la scelta dell’indirizzo di studi superiori, a costruire le basi culturali per un progetto di vita professionale.

Ma “All’apparir del vero tu, misera, cadesti” scriveva Giacomo Leopardi e, così, per un banalissimo test vengono a crollare tutti quei sogni che tantissimi giovani avevano coltivato con passione fino a quel momento. Immaginate lo sconforto, la delusione e la comprensibile rabbia di tanti giovani che in un batter d’occhio si vedono fuori da un percorso formativo tanto ambìto. E’ alquanto umiliante per uno/a studente/ssa diplomatosi con voti alti vedersi negato l’accesso a un determinato corso di laurea (da sempre considerato consono alle proprie capacità e potenzialità) per non aver superato il test d’ingresso (dove magari sono state inseriti quesiti “strani” che lasciano pensare ad una pianificazione a monte di tipo clientelare!) ed è soprattutto mortificante costatare come qualche altro ragazzo (magari compagno di classe figlio di … che ha sempre dimostrato scarso impegno nello studio e nelle varie attività scolastiche e che con un calcio “SPINTO” sia riuscito a terminare il percorso superiore) abbia superato quella barriera all’ingresso e magari frequenti qualche facoltà scientifica (vds. medicina, scienze infermieristiche, terapia della riabilitazione ecc…) che assicura il posto di lavoro futuro. Risulta naturale domandarsi dov’è finita la giustizia! COSA SI NASCONDE DIETRO IL NUMERO CHIUSO? Non sarebbe meglio applicare nel percorso di studi universitari dei filtri “in itinere” piuttosto che “in entrata”? Magari si potrebbe DARE LA POSSIBILITA’ A TUTTI di SCEGLIERE IN PIENA LIBERTA’ IL CORSO DI LAUREA a cui iscriversi e poi, durante il percorso degli stessi, attuare dei meccanismi (magari facendo leva sul numero minimo di crediti da acquisire ogni anno per poter restare nell’ambito dello stesso corso di laurea) tali da premiare, di fatto, i meritevoli e dirottare gli altri verso altre tipologie di facoltà (sempre riconoscendo loro gli esami già sostenuti sebbene non ritenuti sufficienti per poter restare in quel determinato corso di studi).

Sarebbe opportuno che gli studenti delle scuole superiori non si facessero strumentalizzare da ristretti gruppi portatori di egoistici interessi (vds. interessi politici o, come nello scorso anno, interessi di una ristretta cerchia sociale universitaria).
Ancora oggi assumono grande peso le parole pronunciate da Pietro Calamandrei (uno dei padri della Costituzione Italiana) nel corso di un Congresso nel lontano 1950: “La scuola, ORGANO CENTRALE DI DEMOCRAZIA, serve (tra l’altro) alla formazione della classe dirigente (a tutti i livelli!) (che) deve essere sempre aperta e sempre rinnovata DALL’AFFLUENZA VERSO L’ALTO DEGLI ELEMENTI MIGLIORI DI TUTTE LE CLASSI, DI TUTTE LE CATEGORIE.”
CONTRO GLI INTERESSI DELLA CASTA, CONTRO IL NUMERO CHIUSO, LIBERO ACCESSO A TUTTE LE UNIVERSITA’: queste parole dovrebbero risuonare forte nelle piazze per rivendicare realmente IL DIRITTO ALLO STUDIO PER TUTTI.

Confidando nella Vostra sensibilità e serietà, spero che diate voce alla mia richiesta che, credo, rispecchi quella della maggioranza degli italiani che hanno a cuore il futuro dei propri figli.
Distintamente Vi saluto.
Salvatore (Lecce)

Pasqualina Scalea

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy