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24 dicembre 2011

Le migliori Università secondo Censis-Repubblica

È Natale e un altro anno volge al termine. Iniziano i primi progetti per il 2012, nascono le migliori intenzioni. E così ,come è normale che sia, si butta un occhio all’anno che sta per finire. Si traccia il bilancio di dodici lunghi mesi, si traggono insomma le conclusioni.
C’è poi chi, come ogni anno, queste considerazioni le fa sulle nostre Università.

Non manca infatti, puntuale al suo dodicesimo appuntamento, la classifica stilata da Censis-Repubblica su quali siano le migliori Università italiane. Pubblicata nella “Grande Guida Università 2011-2012”, offre ogni anno dal 1999 una visione generale delle Facoltà e degli Atenei italiani, sia pubblici che privati, fornendo una valutazione sempre aggiornata sull’offerta formativa nostrana.

Quali sono però i criteri di questa valutazione? Innanzitutto gli Atenei vengono suddivisi in base alla tipologia e al numero di iscritti: mega, grandi, medi e piccoli sono appunto le definizioni attribuite dal Censis. Si stila poi una classifica che tiene in considerazione i cosiddetti cinque paramenti indicatori: le strutture, i servizi, le borse di studio, il web e l’internazionalizzazione. Sulla base di questi cinque parametri vengono infatti effettuate le votazioni che autoritariamente dichiarano quale sia il miglior Ateneo del reame.

I risultati di quest’anno, bisogna dirlo, non sono tanto diversi da quelli degli anni precedenti ( http://universando.com/Classifica_universita.htm). L’Università di Bologna si riconferma al primo posto, strettamente tallonata dalle Università di Padova e Torino. L’elenco scorre passando da Udine a Ferrara, da Trieste a Trento. È quindi un dato di fatto più che una supposizione, che le prime della classe siano Università del nord, o più precisamente del nord-est. Il meridione fa solo qualche sporadica comparsa in Calabria e in Basilicata.

La “Grande Guida Università” si riconferma, anche per quest’anno, un imperdibile appuntamento per tutti quegli studenti che cercano di orientarsi nella scelta universitaria, ma non solo. La tanto attesa classifica si presenta ormai come un deciso stimolo al miglioramento per gli enti e i docenti di quelle facoltà che per il prossimo anno cercheranno di guadagnarsi, sgomitando le solite, un posticino tra i primi posti.

Simona Pirro

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