• Google+
  • Commenta
1 dicembre 2011

L’Università perde immatricolazioni

Meno 554 studenti nell’anno accademico 2010/2011 per l’introduzione del numero chiuso in 5 corsi di laurea.Numero chiuso per 5 corsi di laurea fino a questo momento aperti a tutti. Sono 8018 per esempio le matricole dell’ateneo fiorentino, per l’anno accademico 2011/2012, a cui sono state sbarrate le porte. E si parla di oltre 554 potenziali studenti.

Chiusura in entrata e le immatricolazioni sono in calo! Tre corsi di laurea della facoltà di Famacia (Chimica e tecnologie farmaceutiche, Farmacia e Scienze farmaceutiche applicate), che da 494 iscritti è passata a 160.

Altre due facoltà: Scienze matematiche, fisiche e naturali e Biotecnologie, anch’esse con una riduzione sostanziale, rispettivamente da 840 a 732 e da 710 a 452; due ex soluzioni, che ammortizzavano gli speranzosi aspiranti medici, chiudono i loro battenti.

Gli studenti contestano questa decisione, che dava la possibilità di acculturarsi attraverso un percorso di studi, che avrebbe dato formazione e basi necessari, per ritentare una seconda volta il più famoso dei “test d’ingresso”.

Recupera Agraria di quasi 100 iscritti e continuano a diminuire gli iscritti in Giurisprudenza, Scienze politiche e Psicologia.

Ma analizzando la situazione attuale possiamo arrivare a una deduzione: ci sono facoltà strapiene di studenti che non hanno speranza nel mondo lavorativo odierno, mentre altre vuote che vengono ricercate dal mercato.

I giovani dovrebbero ribaltare la situazione, non incanalandosi in percorsi di studio saturi e invertebrati, a meno che non ci sia un attitudine particolare.

Nel mondo del lavoro le aziende cercano profili idonei alle proprie strutture, non recependo che alle volte essere laureati alla Bocconi o all’Università di provincia più spartana non rappresenta un limite. La maggior parte dei colloqui viene effettuata in base a un curriculum vitae. Il che è frustrante per tutti coloro che hanno speso le loro energie in altri percorsi di studio pubblici, validi quanto molte università private.

Non avere la possibilità di frequentare alcune Università perché eccessivamente costose…

Allora non sarebbe più opportuno, invece che mettere dei blocchi di accesso ad alcuni percorsi formativi, inserirli durante questo “viaggio universitario”?

La Spagna, così come altri paesi europei operano in tal senso. Ingresso libero, ma se entro sei mesi lo studente non ha dato parte degli esami non viene ammesso all’anno successivo.

Basta crogiolarsi in anni spesi ad “oziare” nelle Università, perché ci sono persone che magari per non avere superato un test di ingresso (del tutto arbitrale nell’accesso) riuscirebbero molto più facilmente a incanalarsi nel corso scelto, piuttosto che altri competenti nel mettere delle crocette.

Alessandra Calapà

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy