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5 dicembre 2011

L’università tra riforme e problemi di ogni giorno

Spesso si propongono riforme volte a cambiare il sistema universitario italiano in modo radicale, riforme la cui necessità è fuori discussione.

Tuttavia a volte prima di proporre progetti in grande stile bisognerebbe impegnarsi a risolvere i problemi quotidiani a cui vanno incontro gli studenti. La soluzione di tali problemi, infatti, migliorerebbe la qualità degli atenei e in ogni caso rappresenterebbe un primo passo fondamentale verso il cambiamento che da più parti sempre si invoca ma che nei fatti non si realizza. Il cambiamento, infatti, spesso parte dal basso, dalle piccole cose.
Ma allora quali sono i problemi più pressanti?

Da una ricerca su Internet compiuta dal quotidiano “La Stampa” sono emerse alcune di tali problematiche segnalate dagli utenti universitari: mancanza di archivi didattici, mancanza di statistiche dei corsi, mancanza di registri di lezione e schede di fine corso, mancanza di calendarizzazione a lungo termine.

Per quanto concerne il primo punto, spesso viene denunciata l’ impossibilità di consultare prove d’esame, esercitazioni, test, precedentemente erogati la cui utilità in termini pratici è fuori discussione. Infatti consultando il materiale lo studente potrebbe esercitarsi in vista di un esame scritto.

La seconda questione invece mette in evidenza l’ insufficienza di dati statistici relativi agli esami sostenuti e da sostenere. Si potrebbero raccogliere in maniera anche anonima dei dati sui differenti esami, una sorta di valutazione fornita dal discente e pubblicarli online.

Cosi facendo si aiuterebbero gli studenti a comprendere la reale difficoltà di un esame, e quindi a prepararlo meglio e ad avere più probabilità di successo, ed anche i professori potrebbero valutare se il loro metodo di insegnamento sta dando buoni risultati o se sono possibili dei miglioramenti.

La mancanza di calendarizzazione a lungo termine, invece, è un problema prettamente organizzativo. Infatti basterebbe che i professori pubblicassero la data degli esami almeno un paio di mesi prima, così da consentire allo studente di organizzare meglio e logicamente il lavoro da svolgere.

Vincenzo Amone

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