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10 dicembre 2011

Si vota per il riconoscimento europeo di Accademie e Conservatori italiani

Al Senato passa all’unanimità il disegno di legge C.4822 Valorizzazione del sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale sulla valorizzazione dei percorsi formativi ad alta specializzazione.

La riforma ha come obiettivo prioritario quello di dare piena e completa attuazione alla legge n. 508 del 21 dicembre 1999, che fu introdotta al fine di equiparare le scuole “artistico-musicali” alle istituzioni universitarie.

Per la prima volta sentiamo parlare di valorizzare determinati studi, che poi pensandoci, in quest’ultimo decennio, sono stati completamente abbandonati al loro destino.

Eppure non sentiamo sempre parlare dell’importanza della cultura in Italia? ma pensiamo allo stipendio medio di musicisti e studenti che investono tempo e dedizione nella valorizzazione della nostra “storia”.

261 voti a favore e un astenuto, il 1 dicembre diventa una data emblematica nella storia contemporanea italiana. Adesso toccherà alla Camera, ci si augura che il risultato sia positivo così come al Senato! Anzi speriamo che non ci sia neanche quell’astenuto.

La cosa più strana è che tutti gli altri paesi europei hanno sempre tutelato gli studenti facenti parte ai più svariati percorsi per tutelare la diversità formativa. L’Italia si è eccessivamente concentrata su Medicina, Giurisprudenza, Economia, sul mondo universitario e ha forse tralasciato l’importanza di altre valide strutture (come i Conservatori).

Ora si ha un’opportunità: far si che anche i nostri ragazzi abbiano un riconoscimento di validità europeo e non più solo italiano.

Un titolo di studio valido dunque, sia per politici di sinistra che di destra, finalmente l’Italia si unisce per una delle tante piccole (ma importanti decisioni) che devono essere prese in un Governo nuovo, in cui si cerca di respirare aria nuova.

Una battaglia vinta ancora a metà, si attende il voto alla Camera e si spera che in futuro, non troppo lontano, con la ricerca di nuovi fondi anche lo status giuridico dei docenti degli istituti d’arte e musicali sia equiparato.

Alessandra Calapà

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