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7 dicembre 2011

Sognando il Bahrain

– Com’è il rapporto tra sciiti e sunniti in Bahrain?- chiedo ad una guida locale, una ragazzina indiana di non più di 17 anni.
– Il Bahrain al contrario degli altri paesi Arabi è molto permessivo, qui si vive in tranquillità e in pace, molti arabi attraversano il ponte che collega l’Arabia Saudita al nostro regno solo per andare a ballare, bere alcool e conoscere ragazze, siamo un paese emancipato.
Mai parole furono così poco profetiche.
Dopo un mese scoppiò la rivolta, era il 17 Febbraio 2010.
In questa data, in piazza delle Perle ( Peral Square) a Manama, la capitale del regno, si sono ritrovati miglia di manifestanti contro il reggime, da decenni, infatti, la popolazione, di fede sciita, chiede alla dinastia regnante, sunnita, una divisione più equa dei poteri accusandola di affidare incarichi governativi e amministrativi solo a sunniti.

E’ bastata una scintilla, la goccia “Egiziana” che ha fatto trabboccare il vaso e i sunniti del regno fomentati da un clima di rivolte a favore di una libertà non solo intellettuale ma soprattutto economica, hanno deciso di replicare quello che già stava succedendo negli altri paesi del Medio Oriente e scagliarsi contro il sovrano Al- Khalifa.

Il regno dei due mari, questo è il nome originario in arabo, era considerato dai Sumeri l ‘Eden , il luogo di pace e tranquillità dove godersi la vita, la culla della Mesopotamia; la ricchezza dei suoi paesaggi, delle sue materie prime e soprattutto delle Perle, hanno reso questa Monarchia una delle più ricche al Mondo.

In Bahrain oggi non si vedono più perle, ricchezza e abbondanza, si vedono contrasti e contraddizioni tra due classi sociali abbastanza squilibrate.

– Puoi dirci qualcosa del re?- è la domanda incalzante e riccorrente.
– Il re Al- Khalifa proviene da una dinastia di sovrani, ha 51 anni e ha studiato a Cambridge. Ha 7 palazzi nel Regno, ogni giorno viene preparato per lui il pranzo in ognuno di questi palazzi, nessuno sa dove andrà a mangiare ma tutti devono essere pronti ad accoglierlo!

Mentre Raksha , la nostra guida parla, ci affacciamo dal finestrino del nostro autobus e vediamo nei sobborghi di Manama persone che entrano in luoghi angusti, sporchi, dove un pasto costa pochi dinari, si vedono mamme mangiare solo una fetta di pane per dare ai loro figli un piatto di hamburger , persone che si improvvisano tassisti e rischiano la loro patente e anche la galera.

Raksha non ci da informazioni ulteriori sul re, non vuole dirci neanche se è sposato o ha figli, capisco che non si parla della vita privata del re ben volentieri in Bahrain!

Lascio questo paese con un po’ di amarezza solo un avvenimento mi lascia un sorriso, prima di lasciarmi Raksha mi confida una cosa:
– Tutte le macchine rosse che circolano nel Bahrain sono un generoso regalo del re ad alcuni giovani adolescenti entrati in società!
E mi strizza l’occhio.

Alessandra Orlando

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