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30 gennaio 2012

“Concorso” per le tesi di laurea in giornalismo

Eppure qualcosa si muove ancora. E anche l’Università continua a dialogare con l’Ordine dei Giornalisti. Se infatti le numerose Scuole di Giornali

Eppure qualcosa si muove ancora. E anche l’Università continua a dialogare con l’Ordine dei Giornalisti. Se infatti le numerose Scuole di Giornalismo restano le interlocutrici principali, l’ormai consolidata iniziativa del “Concorso”, promosso e organizzato dal Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, comunica con il mondo accademico che, nonostante tutto, ancor oggi, è inviso a quanti, nel campo giornalistico, sono ancora convinti che “i ferri del mestiere” si acquisiscano principalmente in redazione piuttosto che in aula. La nona edizione del “Concorso”, anche quest’anno, valorizzerà le tesi di laurea dedicate al giornalismo e alle istituzioni della professione. Contribuire ad elaborare una formazione moderna dei giovani che si avviano alla professione e, di quanti già vi operano, è uno degli scopi che ci si propone nell’analisi delle tesi, cercando anche di capire a quali problemi i giornalisti vanno incontro nell’approccio al mondo delle nuove tecnologie. All’iniziativa potranno concorrere le tesi discusse nelle Università italiane (pubbliche e private) nel periodo gennaio-dicembre 2006 a conclusione dei corsi quadriennali e quinquennali nonché dei corsi biennali specialistici post laurea triennale (laurea magistrale). Con voto non inferiore a 99/110. A giudicare i lavori, da consegnare entro il 31 dicembre 2006 alla segreteria dell’Ordine (via Antonio da Recanate 1- 20124 Milano), sarà esclusivamente il Consiglio dell’Ordine, il cui giudizio sarà insindacabile. Le sezioni per cui si può concorrere sono sette, e interessano i diversi aspetti della professione. La prima è dedicata alla storia del giornalismo italiano, ai suoi interessi e ai suoi protagonisti, da analizzare anche attraverso le vicende storiche e di costume che lo hanno impegnato. Un’altra è dedicata alle istituzioni della professione giornalistica, alla sua deontologia e all’inquadramento contrattuale dei giornalisti in Italia, in Europa e nel resto del mondo occidentale. Le altre quattro, rispettivamente, interessano invece la storia del giornalismo occidentale, l’analisi del giornalismo radiotelevisivo, lo studio di quello telematico ed economico-finanziario. Chi sceglierà l’ultima sezione, avrà invece un margine di scelta più ampio dovendosi dedicare allo studio di ambiti giornalistici che hanno fatto la fortuna di “penne prestigiose” come quella culturale, sociale, scientifica, sportiva e di costume. Al vincitore di ogni sezione spetteranno 2.500 euro. E magari la fortuna, visti i tempi, di una proposta lavorativa.

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