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26 gennaio 2012

Conto alla rovescia per accaparrarsi gli ultimi biglietti per “L’astice al veleno”!

Il teatro Carlo Gesualdo ad Avellino ospiterà il 28 e 29 Gennaio Vincenzo Salemme che porterà in scena l’ultimo suo successo. Scritta dall’attore partenopeo nel dicembre 2009, «L’astice al veleno» è commedia brillante e musicale radicata in clima natalizio, periodo in cui l’autore (nato a Bacoli sul Golfo di Pozzuoli nel 1957) si sente «più felice che nel resto dell’anno».

Ricordiamo la simpatica trama:
la commedia ha come protagonisti Barbara e Gustavo. La vicenda si svolge interamente nella notte del 23 dicembre. Lei, attrice al suo debutto teatrale, è innamorata di Matteo, regista dello spettacolo ammogliato e traditore. Stanca del suo ruolo di amante, Barbara vuole lasciare Matteo e gli prepara una gustosa cenetta innaffiata da un buon vino al cianuro di potassio, ma a sconvolgere i piani della nascente starlettina interviene Gustavo, un pony express in costume da Babbo Natale che deve consegnare dei regali… Ad animare il meccanismo narrativo quattro statue “parlanti” e le incursioni di un astice che nessuno ha il coraggio di ammazzare… il tutto reso ancor più vivace da passaggi musicali con pezzi inediti scritti da Vincenzo Salemme e musicati da Antonio Boccia.

Capocomico, interprete, scrittore, autore dei testi delle canzoni, attore e regista anche al cinema, Salemme ha ribadito in una conferenza stampa che questa sua frenetica e variegata attività artistica in realtà consiste sempre nel fare la medesima cosa, ossia “dialogare con il pubblico“, e con ironia ha sottolineato che il suo amore viscerale per il teatro “ non morirà mai, che deve essere per molti e non per pochi, essendo impareggiabile e alla ricerca del sole. L’attore di teatro cerca la luce, il big bang non era nient’altro che un buco nero che si è detto: ma perchè devo essere un buco nero?!?!“

Salemme canta, balla, monologa, diventa il motore dell’azione, si “butta” ma con la sicurezza nata dalla sua grande esperienza teatrale, come aveva raccomandato di fare agli studenti dell’ dell’Università deglistudi di Salerno in occasione di un incontro passato dove si è avuto modo di parlare a lungo di cinema ed Università: “A volte bisogna buttarsi, è vero. Ma bisogna anche imparare a non correre, o quanto meno a farlo con le proprie gambe” .

Antonietta Amato

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