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24 gennaio 2012

Decreto semplificazione: snellite le procedure delle università

Il decreto sulla semplificazione approderà in Consiglio dei Ministri soltanto venerdì, ma già se ne conoscono i punti fondamentali: li ha illustrati il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi, che ha sintetizzato la filosofia alla base del provvedimento affermando che l’intento del governo è quello di eliminare, dove ci sono, le lungaggini burocratiche che spesso portano i cittadini all’esasperazione.

I settori interessati dal decreto saranno molti, tanto che si prevede che il testo finale sarà composto da almeno 16 capitoli: ovviamente, le misure prese varieranno da settore a settore, ma volendo individuare un’idea forte che rappresenti adeguatamente lo spirito del decreto, si può dire che l’elemento centrale del nuovo provvedimento governativo sarà l’informatizzazione, attraverso cui si dovrebbero accorciare di molto gli iter burocratici degli enti pubblici.

L’università è uno dei campi su cui il governo ha deciso di intervenire: negli atenei italiani già da qualche anno si è provveduto a snellire alcune procedure tramite l’utilizzo di Internet, ma ancora non si è fatto abbastanza. Le code lunghissime nelle segreterie sono, purtroppo, ancora una triste realtà del nostro mondo universitario, ed è proprio l’eliminazione di queste code lo scopo che si punta a raggiungere con il decreto semplificazione.

Per questo, a partire dal prossimo anno accademico diverse procedure saranno attuabili unicamente online: per i dettagli si dovrà aspettare venerdì, quando il Consiglio dei Ministri varerà il decreto, ma grazie a quanto anticipato da Patroni Griffi è possibile farsi una prima idea. Innanzitutto, dal prossimo anno ci si potrà iscrivere all’università solamente via Internet: un unico portale nazionale in doppia lingua, italiano e inglese, consentirà l’iscrizione a qualsiasi ateneo italiano. Grazie a questa misura, l’università potrà mettersi al passo con il resto della scuola italiana, in cui la procedura di iscrizione online, eseguibile collegandosi direttamente al sito del Ministero, è stata implementata già quest’anno. Il capitolo informatizzazione non si esaurisce però qui: oltre alla procedura di iscrizione, anche quella di verbalizzazione degli sarà trasferita interamente sul web, e lo stesso discorso vale anche per la laurea.

Non c’è solo l’università nel decreto in arrivo: sarà infatti possibile, con le nuove misure, richiedere online il cambio di residenza e fare domanda per accedere ai concorsi pubblici. Sono anche previste facilitazioni per le persone disabili, che per ottenere le agevolazioni dovranno esibire il solo “verbale della commissione medica integrata”, e tante altre novità che per ragioni di spazio qui non è possibile elencare. C’è però un altro punto del decreto che merita almeno una segnalazione: si tratta della creazione dell’Agenda digitale italiana, il cui obiettivo sarà, per citare le parole del ministro, “la realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali” che dovranno sostenere la domanda di servizi digitali e rilanciare e-government, cloud computing e l’informatizzazione della scuola e dell’università. Per dirla con parole più semplici, l’Agenda digitale dovrebbe servire, nelle intenzioni del governo, a colmare il divario oggi esistente in questo campo tra l’Italia e buona parte degli altri Paesi europei. Questo è quanto, per il momento: chi volesse saperne di più non deve far altro che attendere ancora qualche giorno.

Andrea Mari

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