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3 gennaio 2012

Grande Fratello: the end?

Mediaset e il “Grande Fratello“: un sodalizio al capolinea? Se lo chiedono gli autori e lo stesso fanno i milioni di spettatori rimasti, nonostante tutto, affezionati al format sin dagli albori.

Grande Fratello

Grande Fratello

Ce lo chiediamo, nel nostro piccolo, anche noi studenti. Se non altro per il fatto che in un periodo così negativo per l’inserimento nel mondo del lavoro, fa davvero “sorridere” come il programma prodotto dalla Endemol rappresenti da anni un trampolino di lancio, che consente a perfetti sconosciuti di conseguire obiettivi a molti di noi preclusi, persino dopo la seconda laurea.

Ma andiamo con ordine. Alla crisi economica mondiale, sta andando recentemente ad affiancarsi, in Italia, una curiosa crisi dello “share”, che ha investito i prodotti tradizionalmente più “consumati” nell’ambito del cinema e della tv.

Gli ultimissimi cinepanettoni sono considerati più o meno unanimemente dei flop: a giudicare dal responso natalizio, sia Boldi che De Sica escono dalle sale con le ossa se non rotte quantomeno incrinate, tanto da paventare un possibile ritorno insieme in un futuro non troppo remoto.

E a Mediaset? Non è che se la passino molto meglio. La dodicesima edizione del “Grande Fratello”, presentata in pompa magna e per la quale era (e lo è ancora) prevista una durata di ben nove mesi (contro i famosi cento giorni delle primissime edizioni), non è esattamente la più fortunata del lotto.

Soprattutto, riecheggia ancora l’eco del tonfo causato dalla spietata concorrenza de “Il più grande spettacolo dopo il weekend”, lo show di Fiorello che ha spopolato nelle quattro serate di programmazione su Raiuno portando via a Canale 5 una nutrita truppa di spettatori.

Una debacle, ma anche una sorta di remake di quanto accadde nell’autunno 2010 in occasione dello scontro con “Vieni via con me”, che vide Fazio e Saviano surclassare abbondantemente la Marcuzzi.

Fine del gioco? Non se ne parla. Non per ora, almeno. Un messaggio pubblicato sul profilo Twitter di Mediaset smentisce categoricamente le voci (più di una, in verità) circolate in questi giorni riguardo una probabile chiusura del programma, se non addirittura una possibile riduzione dell’edizione in corso.

Formula che perde, però, si cambia. Nessuno stravolgimento, in realtà: ai soliti flirt ed alle classiche confessioni strappalacrime si aggiungerà un rinnovato sistema di nomination ed un nuovo circuito di “proposte indecenti” e prove cui i concorrenti dovranno sottoporsi. Si mira, insomma, a rincarare semplicemente la dose del polpettone ben noto al grande pubblico.

I primi riscontri, tuttavia, non sono fonte di buone notizie per gli autori: che si respiri o meno vento di novità, la prima serata del 2 gennaio 2012 ha visto la trasmissione in lieve recupero in termini di auditel, ma nuovamente superata dagli ascolti di Raiuno.

Ironia della sorte, poi, l’ultima sconfitta non è stata inflitta al Grande Fratello da quello che si suol definire un programma di punta della rete rivale, bensì dalla vecchia favola de “La bella e la bestia”, ovvero quanto di più distante possa esistere dal teatrino di Cinecittà.

La stessa conduttrice non si è detta preoccupata ed è in effetti ancora presto per avviare il de profundis di un programma che bene o male continua ad attestarsi intorno ai quattro milioni di spettatori.

È però innegabile che proprio quello share da anni impugnato dagli autori come un’arma utile a difendere lo show dalle accuse di immoralità ed impudicizia rischi più di ogni altra cosa di segnare negativamente il destino di un meccanismo oliato, ma che ora lascia intravedere qualche crepa.

E se prima o poi il “Grande Fratello” dovesse realmente finire a gambe all’aria, quale eredità si lascerebbe alle spalle?

È un po’ come chiedersi quale nuova televisione rinascerà un giorno dalle ceneri di quella vecchia, inondata dai reality-show; sarà una tv culturalmente prospera oppure ancora talmente avara di contenuti da rimpiangere le gesta di una decina di carneadi rinchiusi entro quattro mura per mesi e mesi?

Intanto, appassionati o detrattori, è il caso di mettersi il cuore in pace: “GF12” must go on. Per ora.

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