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3 gennaio 2012

I politici assenti ai funerali di Verzè

Ieri 2 Gennaio 2012 si sono svolti a San Giorgio a Illasi, Verona, i funerali di Don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele di Milano. Non sono mancate le telecamere e gli amici che hanno voluto rendere omaggio alla sua persona, dipingendola in modo diverso da come l’ha presentata negli anni la stampa.

Assenti i politici e i potenti che ha conosciuto nel corso della sua vita, tra cui l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, amico del sacerdote imprenditore. L’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha ricordato “la grandezza del San Raffaele e alla libertà di ricerca che c’è qui“.

Tra i presenti anche Vittorio Sgarbi, intervistato fuori la Chiesa da alcuni cronisti :

Credo che chiunque gli abbia attribuito delle volontà di frode è un cretino e un delinquente. Lo dico in maniera totale. Trovo immondo che un magistrato abbia indagato un uomo di 91 anni che ha salvato migliaia di persone“.

Il critico d’arte difendendo Don Verzè ha colto l’occasione per parlare degli altri sacerdoti finiti sotto inchiesta e vittime della follia della magistratura solo perchè amici del potente Silvio Berlusconi, dimenticando il bene che questi prelati hanno fatto per delle persone:

Trovo immondo che lo abbiano fatto anche con Don Gelmini perchè quattro ragazzotti che erano certamente pronti a vendersi si sono fatti stocazzare, sono cose insopportabili.

La mancanza di rispetto della magistratura rispetto a persone che hanno fatto moltissimo per cose insignificanti, cioè che Don Gelmini accarezzi un ragazzo è una cosa che non vuol dire nulla, e il ragazzo approfitta perchè vuole dei soldi è una cosa che prova che tutte queste inchieste sono basate sulla follia di alcuni magistrati : si è incriminati – conclude Sgarbiperchè amici di Berlusconi“.

In una Chiesa piena di rose bianche si è alzata la voce del Vescovo di Verona Monsignor Giuseppe Zenti :

Su don Luigi, uomo manager e prete, s’è detto di tutto, anche fuori dalle righe, con una certa disinvoltura e non sempre con quel senso di umanità cui s’addice almeno un po’ di clemenza nei confronti delle fragilità umane.

Forse, è un’ipotesi la mia, don Luigi è stato più analizzato a spicchi che considerato nella sua globalità, a partire dalla sua interiorità. Con ogni probabilità, soprattutto in questi ultimi sei mesi, in seguito ai noti eventi segnati persino da una tragedia, specialmente nei media è scattata una gran voglia di squarciare il velo della sua complessa personalità“.

Intanto è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza la cartella clinica delle ultime ore di vita del sacerdote, ricoverato e deceduto per un infarto il 31 dicembre 2011. Decesso sul quale si sono fatte delle ipotesi, infatti per alcuni sembra che il prete sia stato avvelenato.

Sgarbi in un’intervista ad Affari italiani ha così commentato : “Nulla di strano che tra l’età e lo sconforto, don Verzé abbia indotto i suoi medici a dargli un caffé velenoso, letale“.

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