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1 gennaio 2012

La doppia vita del diplomatico “nero”

Chi è Mario Vattani? Figlio dell’importante diplomatico Umberto Vattani (due volte segretario generale del Ministero degli Esteri e presidente del defunto Istituto nazionale per il commercio estero), Mario si laurea in scienze politiche e comincia subito ad accumulare esperienze internazionali che sostengono il suo ingresso nella carriera diplomatica, giovanissimo, nel 1991.

Da lì tutta in discesa, fino a diventare consigliere diplomatico del Sindaco Alemanno e ricoprire l’incarico di console italiano ad Osaka, Giappone, nel Luglio 2011.

Contemporaneamente, però, Mario Vattani è fervente apostolo della destra estrema, habituè di raduni a braccia tese e gite a Predappio, oltre che delle risse (da giovane finisce sui giornali per l’aggressione a due giovani di sinistra presso il cinema Capranica, a Roma, insieme ad un altro naziskin, Stefano Andrini, che Alemanno ha nominato pochi anni fa amministratore delegato dei servizi ambientali dell’Ama) e della musica improntata al credo fascista: da questo punto di vista, che rappresenta poi il centro della questione relativa a Vattani, il diplomatico ritiene saggio nascondersi dietro lo pseudonimo “Katanga”, prima voce del gruppo musicale “Intolleranza” (un nome, un programma), poi fondatore dei “Sotto Fascia Semplice” che pare siano diventati, negli anni, un gruppo cult tra i giovani dell’estrema destra italiana.

La musica dei “Sotto Fascia Semplice”, inutile sottolinearlo, è fatta di attacchi alla Repubblica italiana e celebrazioni di un’altra Repubblica (quella Sociale Italiana), ricordi dei pestaggi di antifascisti, auspici vari («Io so che tra cinque anni in Primavera alzerò la bandiera nera» canta in un suo pezzo il signore retribuito con oltre duecentomila euro l’anno dai contribuenti italiani).

Fatto sta che, alla fine, Vattani non resiste alla tentazione di esibirsi live, ad un raduno organizzato da Casapound (lo scorso Maggio, a Roma), con tanto di video su Youtube: il fatto attira l’attenzione dei giornalisti dell’Unità, che dedicano a Vattani un’inchiesta (e siamo a pochi giorni fa) che suscita un certo scalpore.

La Farnesina ha, in un primo momento, difeso il console definendo “un fatto di costume” le sue esternazioni; ma non ha tardato a giungere la notizia del deferimento di Vattani alla Commissione di disciplina del Ministero degli esteri.

Non solo: il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia, ha espresso “preoccupazione per un clima di nostalgismo fascista penetrato fin dentro le istituzioni”, il Partito Democratico ha presentato al Ministro degli Esteri Terzi un’interrogazione relativa alla nomina di Vattani, mentre l’associazione Libertà e Giustizia richiede la rimozione immediata del console in base all’art. 54 della Costituzione, che recita: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”.

Pasquale Parisi

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