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26 gennaio 2012

Un euro e mezzo è il valore dell’istruzione: ecco perchè

Maturità liceo linguistico 2018

Perchè si dice che l’istruzione vale un euro e mezzo? Sono circa diecimila le scuole italiane statali il cui obbligo di frequenza di attività formative è elevato fino al 18° anno di età.

Come ogni servizio pubblico la scuola viene finanziata tramite tasse scolastiche, determinate dal D.P.C.M. del 18 maggio 1990.

Secondo quanto sancisce legge, per ogni studente si devono versare le quote di 6,04 euro (tassa di iscrizione) e la quota 15,13 euro (tassa di frequenza).

Per non parlare della tassa di esame (lo svolgimento degli esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica e di Stato) e per finire la tassa sul “pezzo di carta”, ossia la tassa di diploma (per la consegna del mio titolo di studio ho versato la somma di euro 15,13).

Ad oggi , facendo un calcolo degli ultimi 10 anni, le scuole hanno avuto dei tagli ai finanziamenti del 93%, questo significa che con 11 milioni di euro che verranno stanziati per l’anno 2011/2012 per tutte le scuole italiane l’istruzione di ogni singolo studente varrà un euro e quaranta centesimi.

Il Miur – Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca – avrebbe dovuto inviare entro ottobre, secondo il regolamento di contabilità (D.I. n. 44/2001), il Programma Annuale dell’anno successivo, da approvare entro il 15 dicembre.

Il Programma è stato invece inviato, con clamoroso ritardo, in data 24 dicembre “regalando” alle scuole la notizia lancinante di un’istruzione sempre più dilapidata da tagli.

La penuria con cui lo Stato lascia le scuole non riguarda solo i fondi per il funzionamento e le supplenze, ma anche i contratti LSU – i lavori socialmente utili, per intenderci – e i contratti per i servizi di pulizia.

Saranno ben liete le famiglie, che già secondo le somme stimate finanziano gli istituti con una somma di circa l’80 % all’anno.

Annalisa Colasanto

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