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7 gennaio 2012

Quando il file-sharing diventa religione

Già negli scorsi anni aveva fatto notizia, in Svezia, la creazione del “Partito Pirata” (nel 2006, ad opera del politico ed imprenditore Rickard Falkvinge), nato con l’obiettivo di modificare la legislazione e la percezione generale in relazione al diritto d’autore; alle elezioni europee del 2009 il Piratpartiet ha ottenuto il 7,1% dei voti, ed oggi può contare su due europarlamentari.

Nel 2010, invece, un (nutrito) gruppo di pirati informatici comincia ad adoperarsi per fare in modo che la filosofia del file-sharing (cioè la condivisione in rete di materiali, anche protetti da diritto d’autore; caso comunque differente dalla pirateria con scopo di lucro) venisse riconosciuta come religione ufficiale della Repubblica svedese; dopo i primi rifiuti il gruppo capeggiato dallo studente di filosofia Isak Gerson non si perde d’animo, fino a quando, prima dello scorso Natale, la Kammarkollegiet (agenzia per i servizi amministrativi svedese) ha finalmente dato soddisfazione ai “pirati”, riconoscendo come culto il cosiddetto Kopimism.

Il nome completo del culto è “Det Missionerande Kopimistsamfundet (Chiesa Missionaria del “Kopimismo”): la denominazione deriva dall’inglese “copy me” (copiami, in italiano). Il Kopimism riconosce come immagini sacre i simboli CTRL-C e CTRL-V e si batte per il miglioramento dell’umanità attraverso la condivisione dei saperi: la comunicazione è ritenuta sacra, mentre il peccato supremo consiste nelle attività di controllo e denuncia di chi condivide materiali.

Quattro i comandamenti principali: «Tutto il sapere a tutti», «La ricerca del sapere è sacra», «La circolazione del sapere è sacra», «L’atto della copia è sacro».

L’istituzionalizzazione del Kopimism non vale comunque come legittimazione del file-sharing (che in Svezia rimane infatti illegale) per gli adepti: tuttavia il culto potrà beneficiare di speciali deroghe previste, appunto, per le religioni, e il fondatore non nasconde la speranza che, col tempo, la nuova confessione possa acquisire un seguito tale da avere influssi sulle politiche del paese che aiutino a portare ad una piena legittimazione del proprio “credo”.

Pasquale Parisi

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