• Google+
  • Commenta
15 gennaio 2012

Quando l’Università diventa una Famiglia

Per un uomo del Sud il rapporto viscerale con la propria famiglia è una cosa tremendamente tangibile e riscontrabile in ogni aspetto della propria vita.

Di qualche giorno fa l’editoriale sulla famiglia come ancora di salvezza nella ricerca del lavoro, forza su cui fare affidamento in questi tempi in cui la Crisi coinvolge e sconvolge il vivere quotidiano soprattutto nella esigenza di un impiego.

Lavoro e famiglia rappresentano un binomio su cui tanti uomini fondano le proprie esistenze e alcuni, i più fortunati, riescono nella perfetta sublimazione del loro intreccio e della loro coesione nello stesso attimo.

Alcuni, si portano il “lavoro a casa”, all’interno delle mura domestiche, dovendo districarsi poi nella difficile arte di dare conto a moglie, figli e parenti mentre si cerca di finire le proprie mansioni lavorative rispettando le scadenze.

Quelli nati sotto una stella ancora più benevola e affezionatissimi alla parentela invece, si portano la famiglia a lavoro.

È il caso di diverse Università italiane dove, tra l’ indignazione per l’uso di appellativi quali baronati, nepotismo e qualunquismo, si è dato tantissimo peso al valore e al volere della famiglia, riunendole sotto lo stesso tetto di cultura.

Commovente fu il caso della Facoltà di Economia dell’Università di Bari, dove qualche anno addietro 42 docenti su 176 avevano legami di parentela (quasi ¼ dei docenti) dimostrando inequivocabilmente come la cultura e il lavoro ( e forse i concorsi), siano frutto di cruda genetica: è il cromosoma “prof” a fare la differenza e a fare di parenti, talenti.

Oggi le cronache, riportano nuovamente Bari e la sua Università a fare i conti con “parentopoli”.

Striscia la Notizia ha fatto visita con la sua coppia di inviati pugliesi, Fabio e Mingo, al direttore amministrativo dell’Ateneo, Giorgio De Santis, consegnandoli al posto del tradizionale provolone, un quadro di famiglia con annessi 12 post-it per parente assunto: moglie, figlia, fratello, cognata, sorella della cognata e sette nipoti per un totale di 12 assunzioni familiari presso l’Ateneo.

Il dubbio che alla fine mi sorge è che la mitica riforma dell’Università, stringi stringi, tira tira, potrebbe essere solo una questione di famiglia, famiglia che a volte, crea grattacapi e preoccupazioni non solo se è distante ma anche se te la porti sempre insieme…ma forse un lavoro a tutti i parenti val bene qualche “contrattempo televisivo”.

Davide Ronza

Google+
© Riproduzione Riservata