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17 gennaio 2012

Ricorso accolto dal Tar: sei studenti israeliani ammessi alla Sapienza

Il Tar del Lazio, sconfessando il provvedimento ministeriale voluto da Mariastella Gelmini che impone una soglia minima di 20 punti (su un totale di 80 domande) ai test di ammissione per gli studenti extracomunitari, ha accolto il ricorso promosso dall’Udu (Unione degli universitari) a sostegno di sei studenti israeliani, che proprio a causa di quel provvedimento non erano stati ammessi alla facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza di Roma.

Dal momento che i posti messi a disposizione dall’ateneo romano per gli studenti extra-UE sono risultati, nel caso specifico, superiori al numero di domande pervenute, i giudici del Tribunale amministrativo hanno deciso di ammettere comunque i sei studenti israeliani, in quanto la soglia minima di 20 punti prevista dal provvedimento della Gelmini finisce per lasciare immotivatamente vacanti dei posti all’interno dei corsi di laurea, vanificando dunque la ragion d’essere dei test d’ingresso, il cui scopo è appunto quello di operare una selezione nel momento in cui le domande di ammissione risultino superiori al numero di posti disponibili.

L’Udu, che ha promosso il ricorso tramite i suoi avvocati, ha visto dunque riconosciute le proprie ragioni. Secondo l’Unione degli universitari, il provvedimento ministeriale va considerato illegittimo non soltanto perché le domande di ammissione presentate da studenti extracomunitari sono state, nel 2011, inferiori al numero di posti riservati dall’università (a fronte di 1.210 posti disponibili, sono state presentate 859 domande, e grazie alla “regola dei 20 punti” sono stati assegnati appena 352 posti, senza che gli oltre 500 rimasti liberi venissero in alcun modo redistribuiti), ma per almeno altri due motivi: in primo luogo, sulle 80 domande di cui si compone il test, 40 sono di cultura generale, ovviamente italiana, e già questo risulta uno svantaggio per gli studenti stranieri; inoltre, i sei ragazzi israeliani avevano presentato le loro domande di ammissione prima che venisse emanato il provvedimento che prevede la soglia minima dei 20 punti.

Queste argomentazioni hanno convinto i giudici del Tar, che con la loro sentenza hanno “bocciato” le scelte fatte dall’ormai ex ministro dell’Istruzione, come ha sottolineato anche il coordinatore nazionale dell’Udu Michele Orezzi, che esprimendo la propria soddisfazione per la sentenza del Tribunale amministrativo ha criticato una volta di più l’operato della Gelmini, facendo notare che il sistema della soglia minima di punteggio, che lascia vacanti molti posti all’interno dei corsi di studio, danneggia sia le casse dello Stato che quelle degli atenei, ed è anche lesivo del diritto allo studio garantito dalla Costituzione.

La sentenza del Tar del Lazio avrà quindi due conseguenze: la prima, immediata, è l’ammissione dei sei studenti israeliani ai corsi di Medicina della Sapienza, la seconda sarà, verosimilmente, la presentazione di nuovi ricorsi da parte di altri studenti che non hanno superato i test, i quali, confortati dall’esito di questa vicenda, possono ora coltivare qualche speranza di entrare all’università.

Andrea Mari

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