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23 febbraio 2012

Accordo di collaborazione tra Università e Regioni: arriva la firma

Vasco Errani e Marco Mancini, presidenti rispettivamente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) hanno sottoscritto un protocollo di intesa per intervenire in maniera coordinata su alcuni temi di comune interesse. L’obiettivo principale dell’accordo è quello di favorire lo sviluppo e la crescita puntando soprattutto sulla valorizzazione del capitale umano.

Il documento firmato dai due presidenti si propone di realizzare lo scopo per il quale è stato pensato attraverso alcune azioni specifiche. In particolare, sono sei i punti fondamentali che lo caratterizzano: il primo e più importante è quello che concerne il diritto allo studio, per realizzare più compiutamente il quale ci si propone di integrare le risorse a disposizione degli Enti regionali coinvolgendo finanziatori privati. Non solo, ma andranno rafforzate le politiche di orientamento per gli studenti, soprattutto quelle relative all’orientamento in uscita. Infine, è prevista la sottoscrizione di un ulteriore accordo tra Crui e Regioni per consentire ad un numero sempre maggiore di studenti di svolgere tirocini presso gli Enti regionali.

Di notevole interesse sono anche gli altri punti principali dell’accordo: in primo luogo, sono previste azioni congiunte delle Università e delle Regioni per quanto attiene alla realizzazione del programma europeo di ricerca scientifica e tecnologica Horizon 2020. Secondariamente, va segnalato l’impegno a valorizzare i Dottorati di ricerca e a far lavorare a più stretto contatto gli uffici placement delle Università e delle Regioni, al fine di favorire l’occupazione. Altro obiettivo è quello di promuovere, tramite la mappatura delle infrastrutture di ricerca, il potenziamento dell’accoglienza dei ricercatori stranieri e la collaborazione con soggetti esterni agli Enti locali e agli atenei, lo sviluppo del territorio.

Gli ultimi due punti salienti dell’accordo sono invece di carattere più marcatamente didattico, e riguardano l’Istruzione Tecnica Superiore, che deve essere riformata secondo canoni europei e deve necessariamente essere avvicinata alle lauree di primo livello tramite un trasferimento di conoscenze di alto livello nella formazione post-secondaria non universitaria, e i rapporti tra Università e Sistema Sanitario: in particolare, tali rapporti devono essere rivisti alla luce delle modifiche alla configurazione delle Facoltà di Medicina introdotte dalla legge 240/2010, vale a dire la legge di riforma dell’Università italiana firmata dall’ex-ministro Mariastella Gelmini.

Ovviamente i due firmatari dell’accordo, Errani e Mancini, hanno espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto: in effetti, quello che si ricava finora dal protocollo d’intesa tra Università e Regioni sembra in grado di garantire, nel prossimo futuro, risultati apprezzabili. Non resta che sperare che i buoni propositi fin qui elencati si trasformino in realtà.

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