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19 febbraio 2012

Allarme obesità, in Italia nel 2025 saranno 20mln

In Italia gli obesi hanno un costo sociale annuo pari a 8,3 miliardi di euro.

Nell’ambito dell’iniziativa ”Lotta al sovrappeso e all’obesità. Anno III” promossa da Gianluca Mech e dal Centro Studi Tisanoreica, con il coinvolgimento di FIMMG (Federazione Medici di Famiglia), FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), Federsanità – Anci (Servizi Socio-Sanitari Territoriali) e Assofarm (Associazione Nazionale Farmacie Comunali) sono stati diffusi dei dati agghiaccianti in merito al problema dell’obesità in Italia.

Abitudini alimentari sbagliate, scarso esercizio fisico, sedentarietà ed ecco che l’ago della bilancia sale. Quando il problema interessa pochi ed è circoscritto non fa così scalpore, quando, invece, ha carattere mondiale scatta l’allarme e la corsa ai rimedi.

Secondo le ultime statistiche condotte dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, gli adulti obesi in Italia sono ben 5 milioni, ossia il 10% della popolazione. A quanto pare questi numeri sono destinati a subire aumenti vertiginosi, considerando che gli studi effettuati stimano che nel 2025, il totale degli obesi potrebbe raggiungere il 43% della popolazione italiana.

A confermare i dati dello studio italiano, arriva quello della commissione europea Idefics (Identificazione e prevenzione di effetti dietetici e stile di vita indotti in giovani e bambini), il quale non smentisce il primato italiano in età infantile per obesità e sovrappeso e, inoltre, ne registra un aumento a ritmi galoppanti del +2,5% ogni 5anni.

“Se solo la metà degli italiani seguisse questo regime alimentare, il tasso di obesità in età adulta diminuirebbe dal 10% al 15% della popolazione totale: in soldoni, quasi 1.500.000 obesi in meno e, di conseguenza, una riduzione di quasi 2,5 miliardi di euro del costo sanitario annuo sostenuto per curarli”, questa la replica di Mech, attivo nella campagna anti-obesità, il quale ha coinvolto nella sua battaglia sindaci e parlamentari per sensibilizzare medici generici e pediatri, affinché prescrivano ai loro piccoli pazienti in sovrappeso diete a basso contenuto glicemico.

Il problema dell’obesità è mondiale e interessa tutti i Paesi sviluppati, Usa in primis. Dopo 30 anni di crescita record, gli Usa hanno intrapreso una lotta contro il junk food. Difatti, qui, nella patria del consumismo e della Coca Cola, si sta pensando di imporre una tassa sulle bibite gasate, disposizione che permetterebbe un risparmio di spese mediche per ben 17miliardi di dollari.

Volgendo uno sguardo all’Europa ci si rende conto che la situazione non è così rosea nemmeno in Francia, con il suo 15% di obesi. Il ministero per la salute francese sta meditando di limitare gli spot pubblicitari ad alto contenuto di grassi e zuccheri in onda nelle fasce orarie più seguite dai giovani.

Le cose non vanno meglio in Germania. Con un 30% di obesi sull’intera popolazione,l’OCSE ha dichiarato l’obesità tedesca “malattia nazionale”. Per questo il governo tedesco ha pensato di diffondere un patentino alimentare ai bambini delle elementari, oltre a definire standard quantitativi per le mense ed una campagna anti-anoressia.

“Mide tu salud” è la campagna pubblicitaria con la quale il Comune di Madrid cerca di promuovere l’autocontrollo del peso, considerando che gli spagnoli in sovrappeso superano quelli americani.  E inoltre si accoda la Danimarca, che ha recentemente introdotto una tassa sul grasso (burro, latte, carne, pizza ecc.) mentre in Ungheria c’è la ”tassa-chips” sugli alimenti eccessivamente salati o zuccherati nonché sulle bibite con contenuto di frutta inferiore al 25% e sugli energy drink.

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