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29 febbraio 2012

Pizzo e ingiustizia a Catania: la protesta è messa in 3D

Pizzo e ingiustizia a Catania
Pizzo e ingiustizia a Catania

Pizzo e ingiustizia a Catania

Pizzo e ingiustizia a Catania, “Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.

La frase che alberga il sito del Comitato Addiopizzo si stanzia in maiuscoletto in cima alla pagina tra documentazioni, adesioni, liste di chi si è opposto a un problema comune che forse, per noi consumatori, appare distante: il pizzo. La macchia d’olio che si dilata raggiungendo gli alti tessuti dello Stato, che infetta intere popolazioni sotto gli occhi indifferenti di una Giustizia sempre ultima.

Un bando di concorso del 2011, come tanti stanziati, che predisponeva fondi per progetti di sensibilizzazione sui temi di estorsione e pizzo è stato accolto da due docenti dell’Accademia di Belle arti etneaGiovanni Gallo e Gianni Latino.

Presentato il progetto, l’ente, che avrebbe almeno dovuto avvertire della ricevuta del lavoro, non ha mai dato cenni di vita lasciando in uno stato di solitudine i docenti, senza nessuna comunicazione agli alunni che avevano partecipato al progetto, nel totale e immondo stato di indifferenza e penuria.

Ad accogliere il progetto è stato, invece, il suddetto Addiopizzo che ha patrocinato l’opera di pubblicizzazione del problema comune. “Non pretendiamo di dire alle persone come risolvere un problema che è tanto più grande di noi.” Così affermano gli studenti che hanno aderito al progetto, “ Ma vorremmo far arrivare il messaggio che il pizzo è un problema di tutti”.

Un problema di tutti. Un problema che molto spesso non viene considerato dalla massa delle persone, viene visto da lontano in uno stato di omertà e di distacco.
Uno degli scatti di Samir Kharrat.

“Se un edificio crolla dopo due giorni è perché si è usato del cemento scadente”, fa un esempio Nicolò Volanti, 21 anni direttore artistico del progetto insieme a Mirko Santangelo.

A realizzare il video il 3D  sono stati Massimiliano D’Angelo e Filippo Licciardello, studenti del dipartimento di Informatica.

La scelta del 3D è decisamente conforme all’idea di omogeneità che si vuole trasmettere.

I personaggi del video non sono persone ben definite, ma uomini, donne, cittadini che serrandosi nelle proprie case affermano: “Con il PIZZO, chiudiamo TUTTI”.

Le foto stanno già dilagando nel web, Youtube ospita il video confermando la validità del progetto autoprodotto e diretto agli interlocutori. La campagna partirà ufficialmente i primi di marzo.

Subito hanno condiviso il progetto due imprenditori palermitani, il movimento Poliziotti e un comune Toscano.

È possibile trovare online su Facebook e Twitter l’opera sociale di sensibilizzazione al fine di divulgare ai più la presenza di questa piaga.

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