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9 febbraio 2012

“Profumo” di sperequazione delle quote FFO

 

Le università del Sud  sono meno virtuose di quelle del Nord

Il Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università (FFO) è un finanziamento statale che costituisce la principale fonte di entrata per le Università italiane. Si compone di due parti: una “quota base” ed una “quota di riequilibrio”. La quota base viene attribuita automaticamente alle Università, la quota di riequilibrio dovrebbe invece essere assegnata sulla base di parametri quantitativi. La distribuzione del fondo è diventata motivo di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo da parte di Antonio Di Pietro leader del partito Italia dei Valori e del deputato Pierfelice Zazzera.

Di Pietro e Zazzera chiedono al ministro Profumo di porre rimedio ad una situazione di evidente e grave ineguaglianza tra Nord e Sud circa l’assegnazione delle quote del Fondo di Finanziamento Ordinario. L’interrogazione parlamentare si apre con la citazione della lettera aperta dei Rettori della federazione del sistema universitario Lucano-Molisano-Pugliese, inviata il 3 gennaio 2012, al Ministro  dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I Rettori nella comunicazione sottolineano che lo scorso 14 dicembre il Miur ha diffuso i dati sulla dotazione di Fondo di Funzionamento Ordinario (F.F.O.) assegnata ai singoli atenei pubblici nazionali, elaborati in base al Decreto Ministeriale emanato dal precedente Ministro. Da questo si evince che la cosiddetta “quotapremiale” del Fondo, prima di tutto quest’anno è stata portata al 12% del totale, e comporta,come da prevede la normativa, premi e penalizzazioni finanziarie per gli atenei, in base al loro virtuosismo.

Si legge nell’interrogazione degli esponenti dell’Idv che “la distribuzione geografica delle due categorie di università è tutt’altro che casuale. Infatti se si suddividono i 54 atenei valutati in due gruppi di pari numerosità, ubicati rispettivamente a nord ed a sud, si ottiene la seguente situazione: dei 27 atenei centromeridionali solo 2 appaiono, peraltro piuttosto marginalmente, “virtuosi”, mentre delle 27 università del centro-nord ben 23 rientrano in questa “fortunata” categoria”.

Inoltre analizzando la storicità del fondo a favore delle università si evince anche una storicità dell’ineguaglianza tra le università del Nord e quelle del Sud. Le università che vengono ben finanziate ricevono quasi 6.500 euro a studente, mentre le meno stanziate prendono poco più di 2.200 euro a studente. Fin qui tutto comprensibile, o per lo meno accettabile, se non fosse che la quasi totalità delle università meno finanziate hanno sede proprio nel Sud Italia. Infatti come riporta l’interrogazione, in riferimento all’anno 2010, dei 27 atenei sovrafinanzati rispetto alla media nazionale solo 8 hanno sede al centro-sud, e, naturalmente,dei 27 atenei sotto finanziati solo 8 sono del centro-nord.

Alla fine il Ministro dell’Istruzione è stato chiamato ad intervenire per uniformare in termini equitativi la distribuzione della cosiddetta quota storica del F.F.O, stabilire criteri di valutazione della premialità equi, condivisi con la comunità accademica, e soprattutto preventivamente noti e stabili su orizzonti temporali pluriennali, infine sospendere l’applicazione della quota premiale del F.F.O. 2012, nelle more dell’introduzione del contributo standard per studente e della definizione del nuovo sistema di valutazione.

 

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