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10 Febbraio 2012

Sapienza in declino tra gli Atenei mondiali: Ignorantopoli?

L’Università la Sapienza di Roma scende nella classifica degli Atenei più prestigiosi a livello mondiale, piazzandosi tra il 100° e il 150° posto secondo l’ultimo Academic Ranking of world universities dell’Institute of higher education della Jao Tong University di Shangai.

Il vertiginoso declino dell’ateneo della capitale con oltre 140 mila studenti fa discutere ed è stato associato al sistema familiare del tutto italiano che dilaga nelle università nostrane.

Proprio alla Sapienza il rettore Luigi Frati ha piazzato moglie e due figli nello stesso ateneo, tanto da far insospettire la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo sulle assunzioni.

Lo stesso figlio di Frati, ordinario a 31 anni, è stato al centro di un’inchiesta di Report la quale ha raccontato una bizzarra coincidenza: la discussione orale dei trapianti cardiaci di Giacomo Prati di fronte una commissione istituita per l’occasione da due professori di igiene e tre di odontoiatria.

Con nessun cardiochirurgo in commissione, Frati figlio è entrato nella stessa facoltà dove ha insegnato il padre, mandato come associato nella sede distaccata di Latina.

E’ nata in questi giorni una discussione con cui si è cercato di evidenziare il fattore del forte declino dell’Università italiana, passando da parentopoli a ignorantopoli. La Normale di Pisa ha utilizzato gli stessi parametri dell’Institute of higher education, ma con risultato più disastroso: La Sapienza si troverebbe infatti al 430° posto.

La situazione è simile per gli altri atenei del bel paese: Bicocca al 113° posto, 247° per La Statale di Milano, Università di Padova al 248°, 266° per la Pubblica di Pisa mentre la Normale si piazza al 10° posto, dietro Harward o Yale.

Stefano Allesina, ricercatore all’Università di Chicago e famoso cervello in fuga dall’italia, aveva raccolto i 100 cognomi più diffusi nelle nostre università.

Mentre investiamo nell’istruzione superiore, rispetto all’Unione Europea con i 27 paesi, l’Italia è ancora tra gli ultimi posti per numero di giovani laureati.

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