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10 marzo 2012

Bologna troppo cara: cittadini in fuga verso l’hinterland

“A Bologna gli affitti più bassi d’Italia”, “Comprare casa a Bologna conviene”: sono i titoli dei giornali che qualche mese fa, basandosi sulle stime di società come Tecnocasa e SoloAffitti, eleggevano Bologna città virtuosa e all’avanguardia per i prezzi degli affitti e i costi delle case.

Per tanti cittadini e studenti fuori sede, così come per chi vi scrive, quei titoli apparvero come uno scherzo, un errore, ma i numeri sono numeri e come tali difficilmente confutabili. Le stime di Tecnocasa e SoloAffitti, infatti, nel novembre e dicembre 2011 presentavano una situazione surreale ai più: il costo degli affitti era crollato del 6%, tanto che un trilocale poteva arrivare a costare solo 574 euro al mese. Cifre spaventosamente basse che nessuno può e poteva credere potessero essere generalizzabili per il mercato di tutta la città.

La conferma arriva oggi da uno studio condotto da Confabitare che ha rilevato: “un flusso continuo di residenti verso posti dove il mattone è meno caro, a causa dei costi troppo elevati delle case di Bologna. Tra i comuni più economici del bolognese spicca Calderara di Reno, qui un immobile nuovo costa mediamente 2.450 euro al metro quadro e 1.600 un appartamento da ristrutturare. Seguono San Giovanni in Persiceto (2550 euro al metro quadro), Sasso Marconi (2800), Castenaso (3050) e via, via tutti gli altri paesi attigui Bologna.

È spiegabile, quindi, secondo Confabitare, perché in questi ultimi due anni si sia registrato un così ampio spostamento di residenti da Bologna verso l’hinterland, con ovvia preferenza per Calderara di Reno (si contano circa 1600 nuovi abitati). Alberto Zanni, presidente di Confabitare, specifica che: “… Si tratta di giovani coppie o di lavoratori che arrivano da fuori regione, che per mettere su casa guardano ovviamente al portafoglio”. Una spiegazione, questa, più che logica, se si guarda ai costi delle case bolognesi.

Zanni, inoltre, parla di un fallimento delle politiche sulla casa portate avanti dalle giunte che si sono susseguito a Palazzo D’Accursio “… negli ultimi anni non hanno fatto politiche mirate per la casa, non hanno saputo calmierare i prezzi e contenere il degrado, che avanza anche nella periferia costringendo la gente ad allontanarsi”. Soprattutto, prosegue, non si è riusciti, nonostante le tasse elevate, a realizzare una città che possa offrire di più dei paesi dell’hinterland; un esempio, conclude il presidente di Confabitare è dato dai trasporti e dal traffico cittadino: “… Per arrivare in stazione col treno da Vergato ci vogliono 45 minuti, lo stesso tempo che occorre per muoversi con l’auto dal centro verso la prima periferia”.

A questo punto verrebbe da chiedersi fino a che punto siano attinenti alla realtà le stime fatte i mesi scorsi da Tecnocasa e SoloAffitti. Quanto dimostrato da Confabitare rappresenta la sconfitta della statistica, dei numeri, fine a se stessa: viene presentata una realtà fittizia che non trova  riscontro nella vita di tutti giorni. Potremmo concludere, quindi, che: “Secondo alcune stime, Bologna risulta essere la città con gli affitti più bassi. Nonostante questo, i cittadini, che ai numeri contrappongono l’esperienza di tutti i giorni, continuano a “emigrare” verso l’hinterland, considerato più economico e tranquillo”, con tanti saluti a Tecnocasa e SoloAffitti.

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