• Google+
  • Commenta
12 marzo 2012

Buona condotta per i docenti di religione

E’ la prima volta che ai docenti di religione si chiede di attestare nuovamente il possesso dell’idoneità morale per entrare in classe e parlare di Dio.

Il Servizio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica della diocesi di Palermo, per l’anno scolastico 2012/2013, ha chiesto a tutti i docenti di religione, anche quelli di ruolo, la certificazione di appartenenza ecclesiale per continuare ad insegnare.

Ha imposto, cioè, di presentare una certificazione del parroco della chiesa dove si risiede che attesti i requisiti di “testimonianza di vita cristiana“, una sorta di lettera di referenze da parte del prete che dichiari l’idoneità morale dell’insegnante.

L’ufficio diocesano guidato da Don Antonio Todaro ha chiarito che la certificazione richiesta è stata avanzata perchè sono tanti i professori di religione che pur continuando ad insegnare la parola di Dio, hanno una condotta morale non in linea con i principi cristiani. Coloro che ad una attenta verifica non dovessero rispondere ai requisiti di “testimonianza di vita cristiana” previsti dal diritto canonico rischiano il licenziamento.

Ma i 550 insegnanti di religione di Palermo sono sul piede di guerra e minacciano di non produrre la certificazione richiesta.

Per insegnare Religione occorre essere in possesso del titolo specifico (laurea in teologia o altro titolo equivalente) e dell’idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano. La certificazione di appartenenza ecclesiale richiesta da don Antonio Todaro non è contemplata. “Contestiamo – dichiara Orazio Ruscica, segretario nazionale dello Snadir, il sindacato dei docenti di religione  –  tre aspetti: La testimonianza di vita cristiana è attestata dall’idoneità di cui già sono in possesso i docenti di ruolo”. Inoltre, don Todaro si rivolge al parroco del luogo di residenza dell’insegnante e non a quello del luogo di domicilio, previsto dal codice di diritto canonico. Infine, sembra disconoscere l’iter procedurale per la revoca dell’idoneità. “Per revocare la patente che consente di insegnare religione a scuola occorre aprire un processo con tanto di accusa e difesa e aspettarne la sentenza. Noi di ruolo siamo già in possesso di tutti i titoli. Se qualcuno ha un comportamento poco consono è la Curia che deve contestargli l’addebito. Non si può fare di tutta l’erba un fascio“.

Google+
© Riproduzione Riservata