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3 marzo 2012

Comprare o copiare la tesi? Meglio di no!

“Vendesi tesi” oppure “Offresi aiuto per scrittura tesi e relativa presentazione power point”: annunci di questo genere aumentano sempre di più in rete. Passati tutti gli esami ed ad un passo dalla laurea, gli studenti si trovano davanti ad un ultimo scalino: la tesi di laurea. Come fare se ci si trova davanti a mancanza d’ispirazione, tempi stretti o professori esigenti che rifanno scrivere un solo capitolo per ben tre volte, perché la forma o il contenuto sono sbagliati? Semplice, le soluzioni sono due: o ci si rivolge a qualcuno che, a pagamento, è disposto a scriverci la tesi oppure si copia un’altra tesi nella speranza che nessun membro della Commissione d’esame se ne accorga. Ma conviene?

Il business della compravendita di tesi di laurea è un fenomeno che da anni attanaglia le università del nostro Paese. Su siti Internet, forum e bacheche universitarie si possono trovare annunci di assistenti, neolaureati o altri professionisti disposti a scrivere tesi di laurea altrui, ovviamente in nero. Se nel 2001 comprare la tesi costava dai 2 ai 5 milioni, a seconda del tipo di tesi, della quantità di lavoro e del tempo impiegato, oggi i costi vanno dai 450 € per una tesi triennale semplice e di argomento comune ai 2000 € minimo per una tesi di laurea specialistica più complessa.

Basta dire materia, tema e, se richiesto, la media dei voti ed il gioco è fatto: periodicamente vengono inviate allo studente via mail le parti della tesi o i capitoli da presentare al relatore per le correzioni di rito. Se i tempi sono davvero stretti, alcuni “professionisti della tesi” garantiscono di preparare l’elaborato in soli 15 giorni.

Altro discorso, invece, per chi decide di copiare la tesi: su Internet si trovano siti con tesi a disposizione da cui attingere informazioni e dati per la propria. Molte volte, i laureandi, per risparmiare tempo e fatica, ad un lavoro di rielaborazione prediligono il copia/incolla. Come si evince da una ricerca della società francese Six Degrees che nel 2009 ha analizzato 2000 tesi scritte in Germania, Spagna, Francia e Italia attraverso Compilatio, un software che rileva se e in quale percentuale un testo è stato copiato da altri già pubblicati o con un “Copia/Incolla” da Internet. Risultato: nella metà delle 2000 tesi di laurea analizzate, almeno il 5% del testo sarebbe stato copiato e incollato da altri documenti e, nel 25% dei casi, la percentuale si alzerebbe ad oltre il 10%. Il primato spetta agli studenti italiani che, in questo caso, superano i francesi, gli spagnoli ed i tedeschi.

Le cronache recenti riportano alcuni casi di celebri copiature smascherate: in Germania il barone Karl Theodor zu Guttenberg, ex Ministro della Difesa, si è dimesso lo scorso anno dopo che alcuni quotidiani avevano scoperto che la sua tesi di dottorato era stata copiata. Anche Saif Gheddafi, figlio dell’ex leader libico, ora arrestato dopo la caduta del regime, nel marzo 2011 era stato accusato di aver copiato la sua tesi di dottorato dall’associazione degli studenti della London School of Economics.

Ma conviene comprare o copiare la tesi? Sicuramente no, perché l’unico a farne le spese è lo studente. Prima del 1999 vendere tesi di laurea era considerato reato e poteva costare 6 mesi di reclusione. In seguito da reato è stato modificato a contravvenzione, pagabile attraverso una sanzione pecuniaria il cui importo aumenta nel caso di pubblicizzazione a mezzo stampa. L’acquirente della tesi invece rischia la reclusione da tre mesi a un anno. Nel caso il reato venga scoperto dopo il conseguimento del titolo, la pena non può essere inferiore ai sei mesi.

Il codice penale considera reato di plagio copiare in una tesi anche solo una parte da un altro testo senza citarlo: questo comporta la reclusione da tre mesi ad un anno e la perdita del titolo conseguito. Le università si stanno attrezzando per combattere il fenomeno dei laureandi furbetti, attraverso uno specifico software anti plagio che permette di scovare le tesi copiate. Il software è già in uso, in via sperimentale, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia  dalla sessione estiva di laurea del 2011. Su 25 tesi controllate in quella sessione, due sono risultate un plagio, una per l’80% e l’altra per il 90%. Di conseguenza gli autori dei due elaborati sono stati sospesi per alcuni mesi su decisione della commissione disciplinare.

Lo studente che acquista una tesi, oltre a pagare grandi cifre, deve anche accertarsi che il venditore nel redigerla non abbia copiato nulla e non si sia dimenticato di citare le fonti, perché il reato ricadrebbe sull’acquirente. Dunque prima di fare i furbi e rischiare inutilmente anni di carriera universitaria è meglio pensarci più volte.

 

 

 

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