• Google+
  • Commenta
17 marzo 2012

Flashmob di Santa Insolvenza al Ministero del Lavoro: pasta al pomodoro per tutti

Si fanno sempre più aspre le critiche alla riforma del lavoro del governo Monti; riforma che prevede, come ben sappiamo, molti sacrifici da parte dei lavoratori e sempre meno sostegno per quel mare dilagante in tempesta che sono i precari e i disoccupati.

Uno dei temi che più tocca la sensibilità dei diretti interessati, insieme al famigerato articolo 18 che tutela i lavoratori dall’essere licenziati senza giusta causa, è la richiesta finora negata di un reddito di base incondizionato per tutti.

Giovedì 8 marzo un gruppo di precari appartenenti all’organizzazione Occupy Welfare si era presentato al Ministero del Lavoro per consegnare una lettera al ministro Elsa Fornero. In una cinquantina erano entrati nella sede di Via Veneto, eludendo i controlli e occupando la sala dell’ufficio stampa del ministro. A quel punto la Fornero si era decisa a incontrare 13 precarie, di cui 9 sotto i 30 anni. Dopo aver ascoltato ciascuna di loro, aveva spiegato che “l’Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l’anno e che con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro”.

In questo modo provocatorio aveva così negato la richiesta di un reddito minimo. Non solo: a quanto pare alle stesse precarie che le chiedevano di prendere posizione sulla disparità di salario e il reddito delle donne, avrebbe risposto suggerendo di trovare un marito che faccia anche i lavori in casa, come il suo. Salta subito all’occhio il confronto con l’ex premier Silvio Berlusconi che soltanto 4 anni fa ad una precaria rispondeva di “sposare mio figlio o un milionario“, per risolvere il problema dell’assenza di un lavoro stabile.

Ebbene, la risposta del ministro è risultata indigesta per molti; tra questi, una trentina di attivisti del gruppo di Santa Insolvenza si è ritrovata ieri a Bologna proprio davanti agli uffici del Ministero del Lavoro per una pausa pranzo alquanto insolita.  Approfittando della presenza a Bologna della Fornero, in occasione di un convegno nel decennale dell’uccisione di Marco Biagi, si sono ritrovati per una pasta al pomodoro collettiva. Hanno deciso così di distribuire gratuitamente proprio il piatto base della cucina italiana, in segno di protesta contro le affermazioni del ministro.

Lo slogan simbolo della manifestazione di ieri è: “Lotto Marzo atto II: C’è il sole, c’è la pasta, c’è il pomodoro…manca solo il reddito“. Ciò che chiede Santa Insolvenza, “protettrice dei precari e delle precarie” che già nei mesi scorsi si è distinta per manifestazioni davanti alla Banca d’Italia, dentro gli uffici Unep o in corteo a Roma, è molto semplice. Come scrive sul suo blog, “voglio e vogliamo riconquistare in prima persona la facoltà di autodeterminare le nostre scelte, riprenderci l’accesso universale ai servizi fondamentali, ai beni comuni, e reclamare un reddito di base slegato dal lavoro: seicento euro al mese per tutti/e, cioè quanto basta per superare la soglia di povertà calcolata dall’Istat.

Richiesta finora sempre rifiutata; nel frattempo, gli attivisti continuano ad esprimere il loro dissenso, ieri per esempio offrendo appunto “quel famoso sacrosanto piatto di pasta e pomodoro che forse senza reddito non tutti ci possiamo permettere“.

 

Google+
© Riproduzione Riservata