“Il cammino e il pellegrino”:intervista all’autore

Redazione Controcampus 1 Marzo 2012

 Qual è il tuo rapporto con l’Italia? Il cammino e il pellegrino ha avuto una storia editoriale diciamo complessa: vuoi raccontarcela?  E’ un rapporto d’amore.

Un innamoramento infantile trasmesso da mia nonna materna che era lombarda, trasformatosi più tardi in amore. L’Italia possiede in larghissima misura tutto ciò che fa parte dei miei principali interessi: millenni di storia, di cultura, d’arte, una bellissima lingua e il genio che ha fatto possibile tutto questo. Vivo a Roma da tanti anni, non potrei vivere da nessun’altra parte; spesso scherzando con gli amici romani dico di essere più romana di loro perché loro lo sono per nascita e io per scelta. E proprio perché mi sento completamente identificata con questo paese condivido la preoccupazione di tanti italiani per il momento non proprio roseo per la cultura che stiamo attraversando.

Il cammino e il pellegrino” ha avuto la storia editoriale che, penso, abbiano tutti i romanzi giudicati non commerciali dagli editori. Vorrei sfatare, però, un luogo comune: non è vero che i manoscritti degli esordienti non vengano letti, almeno le grandi case editrici, se credono che possano essere interessanti, li leggono; ragione per cui chiedono di anticipare i contenuti in una sinossi. Tornando al mio romanzo, è stato rifiutato per le cause più disparate, spesso contraddittorie; un editore ha ritenuto che era solo bella lingua e che di storia non parlava un granché; un altro, invece, lo ha respinto perché l’aspetto storico prevaleva sulla narrazione, da un altro ho appreso che la bella prosa è segno del provincialismo italiano. Ci sono state anche delle risposte più serie, una casa editrice in una lettera ha accuratamente motivato la decisione di non accogliere il mio libro nelle proprie collane, un’altra al posto del consueto “molto interessante ma non rientra nei nostri piani editoriali”  mi ha risposto chiaro e tondo che, nonostante le qualità letterarie del romanzo, non ne vedeva alcuna collocazione sul mercato. Ormai mi ero rassegnata ha lasciare il manoscritto nel cassetto, quando leggendo un articolo sull’editoria ho scoperto la Piero Manni -piccola e raffinata casa editrice, così assicurava l’articolo- e ho fatto un nuovo tentativo, questa volta con successo. Malgrado i primi fallimenti presso le case editrici, il manoscritto mi ha dato non piccole soddisfazioni: alcuni scrittori tra cui Pietro Citati, Daniel Chavarria, Giovanna Querci Favini lo hanno giudicato positivamente ed è stato finalista del Premio Letterario all’Inedito Palazzo al Bosco. 

Quanta ricerca storiografica c’è dietro questo romanzo? E perché proprio il Medioevo?

La ricerca mi ha portato alcuni anni, ho una lunghissima bibliografia. Per la ricostruzione urbanistica della Firenze medievale mi sono valsa delle cronache dell’epoca e di una cartina ricavata nel Novecento da un catasto del XV secolo. Oltre alla parte storica del Comune, mi premeva ricostruire il quotidiano dei personaggi, devo dire che è stata la parte più interessante, ho consultato libri di cucina, i Consiglia di Taddeo Alderotti, i cronisti, moralisti come Francesco da Barberino, poeti, Guido Cavalcanti soprattutto, il Davidsohn e, ovviamente, Dante e l’Enciclopedia Dantesca tra tanti altri. L’idea originaria era raccontare la storia di una mistica. In quel periodo mi interessavo molto alla storia delle religioni e Il libro dell’esperienza di Angela da Foligno mi aveva affascinata. Era mia intenzione ambientare la vicenda in una città non identificata e nello stesso secolo di Angela, così ho cominciato la ricerca prendendo come riferimento Firenze e vi sono rimasta intrappolata. Il XIII secolo è stato un periodo di enorme ricchezza a ogni livello. Prima parlavo del genio italiano, credo che mai prima di allora si fosse a tal punto manifestato. C’era un tale fermento, una tale energia creativa che facevano di Fiorenza una delle più importati città europee; non dimentichiamo che il fiorino d’oro era un po’ l’euro dell’epoca e che i banchieri fiorentini finanziavano i re e persino il papa. Fiorenza aveva più abitanti di Parigi e il doppio di Londra. Era anche un tempo di grandi sconvolgimenti socio – politici con una sequela di sangue, incendi e distruzioni che, tuttavia, non fermavano la fioritura delle arti, della letteratura, dell’artigianato, del commercio. In quell’epoca affondano le radici della modernità.

Al centro della vicenda ci sono forti passioni: l’odio, la violenza, il dolore, ma soprattutto l’amore. Giudichi riduttivo definire Il cammino e il pellegrino innanzitutto una storia d’amore?

Difficile rispondere a questa domanda.  Nel romanzo ho tentato d’indagare nei sentimenti, nelle pulsioni che agitano l’animo umano, indipendentemente dal periodo storico. Nel medioevo i freni inibitori dell’istinto erano più deboli e c’era una diversa concezione del bene e del male di quella  odierna per questo le passioni venivano fuori con violenza a volte devastante, non che oggi non abbiano la stessa virulenza se lasciate libere di agire, basta leggere la cronaca, solo che oggi i freni della coscienza sono maggiori. Penso che l’amore sia la più potente remora agli istinti peggiori. Senza l’amore forse l’umanità si sarebbe autodistrutta. Detto questo, è probabile che il mio romanzo possa essere letto come una storia d’amore, ma le mie intenzioni andavano molto più in là; l’amore era soltanto un aspetto.

Sei d’accordo con chi ha fatto notare che il tuo sguardo su Firenze e sull’Italia è più sereno proprio perché sei straniera?

 Non sono del tutto straniera, metà dei miei geni sono lombardi da generazioni; di là di questo, penso che persino un fiorentino si sentirebbe un po’ straniero nella Fiorenza del XIII secolo e ne rimarrebbe affascinato come me, solo che in lui scatterebbe l’orgoglio che in me manca. D’altra parte il mio sguardo non è sempre sereno, a momenti è appassionato, soprattutto nei tre primi capitoli dove non mi limito a raccontare Fiorenza, ma in qualche modo le rendo omaggio. Non escludo, però, che possa agire su di me il potere di attrazione che Firenze e l’Italia in generale esercitano sugli stranieri, di cui non tutti gli italiani sono consapevoli; non dobbiamo dimenticare il ruolo della cultura italiana nello sviluppo della cultura occidentale. Uno storico della Firenze medievale, cui è impossibile non fare riferimento, è un tedesco: Robert Davidsohn.

 

 

 

 

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto