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27 marzo 2012

Il museo? Lo visito su internet! Incontro sul patrimonio culturale siciliano al tempo del “web 2.0”

La Sicilia ha lentamente iniziato a dotarsi di siti web museali attraverso cui promuovere, comunicare e valorizzare il proprio, ricchissimo patrimonio culturale, pur rimanendo radicata una tradizionale tendenza alla “negazione museale”, che sul web diventa una forma di valorizzazione digitale negata.

E’ quanto emerge dall’attenta analisi portata avanti dalla dott.ssa Elisa Bonacini, archeologa classica e dottoranda in Scienze umanistiche e dei Beni culturali dell’Università di Catania, i cui risultati sono stati esposti nel volume “La visibilità sul web del patrimonio culturale siciliano”, che sarà presentato giovedì 29 marzo alle 17, nella sede di Officine culturali (Monastero dei Benedettini), l’associazione che si occupa della gestione e della valorizzazione del Monastero.

Si tratta del secondo degli incontri del ciclo “Conversazioni in officine”, una serie di presentazioni organizzate da Officine culturali, dalla facoltà di Lettere e Filosofia e dal dipartimento di Scienze umanistiche dell’Ateneo di Catania e pensate per gli amanti dei libri e dei beni culturali sotto ogni aspetto: momento per incontrarsi e “chiacchierare” del patrimonio culturale italiano e del nostro territorio, e sulla sua possibile valorizzazione, sull’operosità di molte realtà.

Insieme all’autrice saranno presenti alla conversazione la prof.ssa Federica Santagati, docente di Museologia nell’Ateneo di Catania e il prof. Giuseppe Savoca, docente di Letteratura Italiana e decano della facoltà di Lettere e Filosofia.

Il testo della dott.ssa Bonacini si concentra proprio sull’utilizzo delle nuove tecnologie e del web 2.0 applicato ai beni culturali, anche come soluzione alla “negazione museale”. Attraverso un’analisi dei siti web e del grado di interattività della valorizzazione, il volume propone una panoramica delle attività di comunicazione e didattica on-line dei musei in Sicilia evidenziandone pregi e difetti, nonché possibili soluzioni e prospettive.

In particolare, l’autrice ha analizzato la qualità della comunicazione on-line del patrimonio culturale siciliano, attraverso un survey condotto su 14 portali (turistico-culturali, a tematica museale, istituzionali) che, “censendo” 442 siti di interesse culturale, ha evidenziato una grave carenza imprenditoriale e manageriale nelle forme avanzate della comunicazione e valorizzazione in rete (tipo 2.0) del “sistema” culturale regionale. La Parte III del testo è una guida multimediale alle schede di 96 website museali (fra cui dieci musei interamente virtuali realizzati in Sicilia) accessibili direttamente col proprio smartphone tramite appositi QR Codes: l’opera diventa così un contributo multimediale che sposa il tradizionale medium cartaceo con la visualizzazione mobile di contenuti culturali.

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