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26 marzo 2012

Il “trend” della rivoluzione che dimentica l’Idea

Nell’ epoca del nulla ideologico la rivoluzione sembra essere quello che per definizione viene concepito come un trend.

A ben vedere cio’ è reso manifesto dalle copiose notizie di politica estera ed interna che l’ hanno in oggetto. Guardando attraverso l’ obiettivo da grandangolare, la rivoluzione diviene la via di fuga del postmodernismo o altrimenti la secolarizzazione di un’ antica tradizione.

Ne abbiamo avuto esempio con le rivoluzioni di velluto del medio-oriente e dell’ Africa del nord e, non da ultimo, con le reazioni all’ autoriproposizione di Putin in Russia. Internamente, invece, abbiamo risentito delle reazioni a catena del fenomeno dell’ anno “occupy wall street” che ha funto da eco della più ampia rivoluzione contro il leviatano sistema economico.

La rivoluzione diviene allora sinonimo di rivolta “antisistema”, che sia esso politico, economico o culturale. Cos’hanno in comune questi avvenimenti se non il carattere di contrasto spesso aprioristico avverso al sistema esecutivo imposto dall’ alto? L’ avversione rispetto al sistema nella maggiorparte dei casi non presuppone una conoscenza approfondita del sistema stesso o dei punti deboli di esso bensi’ un atteggiamento di reazione massificata e detonata attraverso i mezzi di massa.

La ribellione stessa poi s’ inserisce entro i termini sequenziali della storia come un avvenimento necessario e diviene paradossalmente essa stessa parte della storia dalla quale si vorrebbe invece affrancare. Questo sembra essere un altro limite del trend, e punto in comune tra le fattispecie rivoluzionarie.

Il contrasto aprioristico e l’ atteggiamento consequenziale alla storia non fanno che raffozare il ruolo di trend che la rivoluzione pur non volendo ha incarnato. Cosa resta della rivoluzione? Essa rimarrà entro un’ area semantica se non verrà attualta l’unica vera rivoluzione, quella in cui siua restaurata la supremazia dell’ idea, come rivolta al nulla ideologico.

L’ idea contrasta la disorganizzazione culturale artefice del fallimento di qualsivoglia rivoluzione e rifiuta le costrizioni della storicità e della realtà imposta, verso il trionfo della libertà esistenziale. La Rivoluzione parte dallo scardinamento del piccolo mondo antico.

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