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11 marzo 2012

Immatricolazioni, tragico picco

Vista l’attuale situazione economica del nostro paese decidere di continuare gli studi è per molti una scelta coraggiosa. Agli inizi del 2012 sale la percentuale di ragazzi che dopo aver conseguito il diploma sceglie la strada del lavoro rispetto a quella dell’università , non più vista come fonte di un impiego sicuro. Ma stando ai risultati di una recente ricerca del Miur sono  anche altri i fattori che influenzano i giovani  nel proseguimento degli studi.

Secondo la statistica elaborata dal Miur e pubblicata sul sole 24 ore, le iscrizioni agli atenei italiani nel corso del 2011 sarebbe stata solo del 52% dei neodiplomati. A farla da padrone sono le donne che vantano una percentuale di iscrizione del 57,3% rispetto al 46,5% dei loro colleghi uomini. Risultato che tende però a variare a seconda della zona del territorio presa in esame: se al nord sono il 55,5% dei ragazzi a proseguire gli studi, al sud scendiamo al 49,9% fino al 45,1% delle isole.

La statistica prende però in esame anche altri elementi, con risultati  molto poco rassicuranti. Stando al tipo di studi superiori intrapreso, le percentuali dei ragazzi che scelgono di continuare gli studi varia dal 86,6% e 83,2% del liceo classico e scientifico al 12,5% e 25,7% degli istituti tecnici e  artistici.
Altro fattore di grandissima influenza risulta essere il voto conseguito al diploma: continua gli studi un alta  percentuale dei ragazzi che hanno conseguito all’esame di stato un voto che va dal “100” al “100 e lode” , il 92% ,  mentre continua un  giovane su 4 dei cosiddetti “ sessantisti”  (24,3%).

Molto alta quindi la percentuale di “braccia” che segue il “miraggio della ricerca di un lavoro” invece di continuare gli studi che quello stesso “miraggio” potrebbero in qualche modo avvicinarlo.

 

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