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8 marzo 2012

La malattia e il significato della sofferenza”: Ateneo di Catanzaro e Santa Sede insieme per la Giornata Mondiale del Malato

Un’occasione significativa per una riflessione profonda sul senso ed il significato della sofferenza e del prendersi cura dei malati facendo incontrare medici, operatori sanitari, docenti, ricercatori, studenti, pazienti e famiglie: con questo spirito si è svolta, questa mattina, presso il Campus dell’Università Magna Graecia un’iniziativa promossa dall’Ateneo di Catanzaro insieme al Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute) e inquadrata nelle manifestazioni inerenti la Giornata Mondiale del Malato, istituita nel 1992 al fine di sensibilizzare alla necessità di assicurare la migliore assistenza agli infermi, aiutare a valorizzare la sofferenza, richiamare l’importanza della formazione spirituale e morale degli operatori sanitari.

La malattia suscita sempre domande esistenziali; interrogativi che restano umanamente senza risposta tant’è che il soffrire rimane un enigma imperscrutabile alla ragione dell’uomo, ma comprensibile con gli occhi della fede. Il Beato Giovanni Paolo II è l’icona di quella sofferenza vissuta e testimoniata con amore e dignità.  E’ stato questo il filo conduttore degli interventi dei due autorevoli rappresentanti della Santa Sede che sono intervenuti: Mons. Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute) e Mons. Krzysztof Nykiel, Officiale della Congregazione della Dottrina della Fede e Consultore del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.

Mons. Zimowski ha tenuto una “lectio magistralis” sul tema “La sofferenza nel Beato Giovanni Paolo II”; la “lectio” è stata preceduta dai saluti istituzionali del Rettore dell’Università Magna Graecia, Prof. Aldo Quattrone, e dall’introduzione di Mons. Nykiel su: “Il magistero del Pontefice Benedetto XVI sulla sofferenza”. Ha moderato i lavori il Dottor Giuseppe Soluri, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria. Presenti l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, Mons. Vincenzo Bertolone, e il Prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci.

Il Rettore Aldo Quattrone ha sottolineato il ruolo importante dell’Università quale centro che coniugando insieme la formazione, la ricerca e la cura deve tendere la propria missione ad alleviare le sofferenze dei malati.  “La sofferenza – ha spiegato il Rettore Aldo Quattrone – la vediamo ogni giorno e la vedo forte in quelle malattie che ingabbiano il corpo mentre la mente è ancora lucida. La sofferenza l’ho vista nel viso di Salvatore Venuta, il primo Rettore dell’Ateneo, mentre combatteva la malattia negli ultimi mesi della sua vita; a lui dobbiamo questo bellissimo Campus, a lui dobbiamo la nascita della Fondazione Campanella destinata allo studio, la ricerca e la cura delle malattie oncologiche. Noi vogliamo che questa fondazione viva diventando punto di riferimento della sanità in Calabria”.

Citando un aforisma di Giuseppe Ungaretti, “non mi lasciare sofferenza, resta”, il Rettore Aldo Quattrone ha evidenziato come  la sofferenza non sia solo dolore ma anche uno stato d’animo, una tensione, uno stimolo a migliorare il proprio operato, ad aiutare il nostro prossimo.

Mons. Nykiel ha spiegato il magistero di Benedetto XVI, che si pone in continuità con il Beato Giovanni Paolo II, legando la sofferenza alla carità al mettersi in cammino verso il prossimo.

“La sofferenza – ha detto Mons. Nykiel – fa parte del mistero stesso della natura umana e non è nelle nostre possibilità eliminarla dal mondo. Se si può contare sui samaritani di oggi si può soffrire di meno. Accettare l’altro che soffre significa assumere la sua sofferenza cosicché diventi anche propria. Ricerca e formazione sono importanti per la salute. L’uomo è il fine ultimo della scienza e della ricerca; la scienza illuminata deve essere al servizio dell’uomo e della vita”.

Mons. Zimowski, aprendo la “lectio magistralis” ha voluto sottolineare l’importanza di incontri che vedano coinvolti tutti gli operatori sanitari ed ha espresso la sua gratitudine per l’invito in “questa Università giovane ma già molto prestigiosa”.

“La sofferenza – ha spiegato Mons. Zimowski – è un tema universale che accompagna l’uomo, coesiste con l’uomo.  L’umana sofferenza – ha proseguito citando Giovanni Paolo II – ha raggiunto il suo culmine nella Passione di Cristo ed è entrata in una dimensione nuova e in un nuovo ordine: è stata legata all’amore, la sofferenza cioè vista come quell’amore che crea il bene ricavandolo dal male”. Ha ricordato l’immagine di Giovanni Paolo II, che durante il venerdì santo prima della morte, era aggrappato alla croce, mostrando al mondo la sua umana sofferenza. “Egli nel suo pontificato predicava la croce di Cristo, segno della saggezza e dell’amore di Dio, e della speranza per il futuro. Abbiamo tutti il dovere di circondare di amore tutti i malati e i sofferenti. Giovanni Paolo II era malato tra i malati, sofferente tra i sofferenti, di fronte ad ogni sofferente rimaneva in contemplazione perché i malati e gli infermi insegnano che la debolezza è una parte creativa della vita umana e che non fanno perdere la dignità umana”.

Mons. Zimowski ha tenuto ha ringraziare gli operatori sanitari in quanto – ha detto – “sono i difensori della vita umana”. Ha ricordato che c’è una grande attenzione del Pontificio Consiglio che presiede per il settore della salute; nel mondo la Chiesa opera con 120mila strutture sanitarie, a dimostrazione dell’importante azione che viene realizzata nei Paesi più poveri.

“Parlando dei malati  – ha concluso Mons. Zimowski – pensiamo agli ospedali, ma dobbiamo ricordare che molti  malati sono nelle case. Ai malati dobbiamo far sentire la vicinanza materiale e spirituale dell’intera comunità. E’ importante non lasciarli nell’abbandono e nella solitudine mentre si trovano ad affrontare un momento tanto delicato della loro vita”.

Al termine della “lectio” Mons. Zimowski ha consegnato le medaglie del buon samaritano all’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Mons. Vincenzo Bertolone, e al Rettore Aldo Quattrone.

Mons. Zimowski ha visitato poi i reparti del Policlinico Universitario e della Fondazione Tommaso Campanella, incontrando pazienti e familiari, ed ha benedetto le nuove strutture sanitarie del Campus.

A conclusione della giornata la Celebrazione Eucaristica per i malati e gli operatori sanitari presieduta da Mons. Zygmunt Zimowski, concelebrata dai cappellani delle strutture ospedaliere cittadine e dell’Università, e animata dal Coro da Camera del Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia.

 

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