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24 marzo 2012

La scuola italiana apprende le lingue, e la scuola inglese?

Lo sappiamo tutti, e anche da tanto tempo: conoscere più lingue, oltre quella di appartenenza, è di fondamentale importanza per entrare più velocemente nel mondo del lavoro; senza dimenticare inoltre che la conoscenza di altre lingue arricchisce la nostra cultura e le esperienza di vita che possiamo fare.

Non prendiamoci in giro: la situazione occupazionale in Italia e in tutto il resto del mondo impone oggi più di ieri la conoscenza di due strumenti che aiutano in modo rilevante sia chi cerca lavoro sia chi vorrebbe svolgere meglio il proprio lavoro: stiamo parlando della lingua inglese e dell’utilizzo del computer. Lo dimostra il fatto che ormai chi vuole andare all’estero a trovare lavoro, sa che non può farlo se con un almeno minima conoscenza della lingua inglese.

L’evoluzione della normativa comunitaria ha portato alla caduta delle frontiere tra gli stati europei, e ciò ha permesso a ognuno cittadino europeo di lavorare liberamente e senza vincoli in altri paesi; non è quindi difficile capire che si tratta di una libertà che può tradursi in una vera e propria fonte di guadagno per coloro che l’inglese lo conoscono bene perchè ad esempio l’anno imparato da piccoli a scuola o frequentando corsi specifici.

L’Italia vive, sotto questo aspetto, una situazione molto particolare, perchè l’insegnamento della lingua inglese è sicuramente diffusa nelle scuole, ma il suo metodo di insegnamento e di conseguenza il suo apprendimento è assai diverso da nord a sud. Nel sud infatti si registra un interesse inferiore, rispetto al nord d’Italia, all’uso della lingua inglese; anche nel centro Italia, ma soprattutto nel sud, infatti, la lingua inglese è conosciuta più che altro per nozioni fondamentali e non ad un livello tale da permettere un dialogo, un discorso compiuto, requisito invece fondamentale per potersi permettere di andare a lavorare in un paese straniero dove la lingua inglese è la lingua madre o comunque fortemente utilizzata. L’Italia è migliorata sotto molti aspetti nel passare degli anni, deve migliorare anche in questo.

Per noi italiani è quindi ovvio che, prima di tutto, è bene conoscere l’inglese ad un buon livello, ma per gli inglesi? Cioè, se per un inglese, fino ad oggi, almeno, non era necessario conoscere altre lingue, data l’altissima diffusione a livello europeo ed internazionale della lingua inglese, pare che la situazione stia lentamente cambiando. Gli inglesi sanno benissimo il valore della loro lingua, lo dimostra il fatto che gli studenti britannici che aderiscono al programma Erasmus sono circa tre volte meno numerosi degli studenti di altri Paesi europei che fanno la stessa scelta. Quindi gli studenti inglesi hanno una minore possibilità di approfondire la conoscenza di altre lingue, e quindi di avere maggiori opportunità di impiego in Europa. Questo perchè l’inglese è certamente importante, ma se uno studente inglese è monoglotta, ossia conosce solo la sua lingua, avrà scarse possibilità di trovare lavoro all’estero (sempre di più comunque di uno studente italiano che conosce solo l’italiano).

Addirittura in Inghilterra l’insegnamento delle lingue straniere al di sotto dei 14 anni non è obbligatorio e comunque sono poco diffuse anche le CLIL, ossia le classi in cui l’insegnamento delle varie discipline (storia, filosofia, fisica, ecc.) viene impartito in una delle tante lingue comunitarie diversa da quella materna.

Il governo inglese quindi non ha perso tempo e sta pensando di inserire l’insegnamento di più lingue, oltre ovviamente all’inglese, fin dall’inizio della scuola dell’obbligo, per colmare il gap che si è creato col passare degli anni tra gli studenti inglesi e gli studenti di altri Paesi europei, come la Francia o la Germania. Non è più possibile infatti che l’insegnamento di altre lingue venga lasciato alle scuole per propria iniziativa: deve diventare un’attività normale e riguardare tutta l’istruzione inglese.

Le scuole italiane stanno dando sempre più importanza all’inglese, e fanno bene, perchè l’inglese è di fondamentale importanza per la vita di ognuno di noi, presente e futura. E, per una volta, non critichiamo la scuola italiana, bensì quella inglese: cari inglesi, conoscere la vostra lingua sta diventando sempre di più un requisito indispensabile per trovare lavoro in Italia, ma non sottovalutate le altre lingue!

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