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28 marzo 2012

Miur: chiarimento sul trasferimento del personale scolastico

Sappiamo che in ambito scolastico un tema attuale molto importante è quello della “mobilità interprovinciale del personale, educativo e ATA” a proposito dell’anno scolastico prossimo 2012/2013. Sono, infatti, arrivati al Miur decine e decine di quesiti da parte di perosne che chiedono giustamente delle spiegazioni. Di conseguenza, il Miur, non ha potuto fare altro che emanare una nota con tutti i chiarimenti ai quali è stato chiamato a rispondere.

Stiamo parlando della nota 27 marzo 2012 prot. n. 2218, nella quale il Miur si sofferma principalmente sul chiarimento dell’articolo n. 2 del CCNI concernente la mobilità sottoscritto il 29 febbraio 2012, e che riguarda, così dice l’articolo in questione, il “divieto per il personale docente e educativo assunto a tempo indeterminato nell’anno scolastico 2011/12 o successivi, di partecipare ai trasferimenti per altra provincia per un quinquennio cominciando dalla decorrenza giuridica della nomina in ruolo, e l’esclusione dall’applicazione della suddetta norma per il personale docente e educativo di cui all’art. 7, comma 1, punti I), III) e V) del CCNI, previo possesso dei requisiti previsti”.

Dove sta il problema? Il problema nasce perché c’è un altro articolo, il numero 7, in cui, citiamo l’articolo, “anche per l’anno scolastico 2012/13 è affermata l’ esclusione dal diritto di precedenza nei trasferimenti interprovinciali per il personale che assiste un genitore in situazione di gravità”.

Quindi molte persone si sono chieste: come conciliare le due norme? Ebbene, il Miur ha chiarito, con la nota suddetta, che “non sussiste alcuna contraddizione tra le due disposizioni del predetto contratto”. Non è, infatti, semplice, ma è così, capire che le due norme si riferiscono ad ambiti diversi.

La prima che abbiamo preso in esame, ossia l’articolo n.2, riguarda, infatti, precisa il Miur, “la possibilità per il personale interessato di partecipare ai trasferimenti per altra provincia senza dover rispettare il vincolo quinquennale”; mentre la seconda che abbiamo preso in esame, ossia l’articolo n.7 riguarda “l’impossibilità per la stessa categoria di personale, di usufruire, all’atto della presentazione della domanda di trasferimento interprovinciale, della precedenza sulle altre categorie di personale”.

Verrebbe da dire: tutto è bene quel che finisce bene, soprattutto quando si parla di un tema così importante e delicato come la scuola italiana!

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