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29 marzo 2012

Progetto Gaia, per una Bologna più verde

A due anni dalla sua approvazione, tra pochi giorni prenderà il via la fase operativa del progetto Gaia (Green Areas Inner-City Agreement), nato dalla volontà del comune di Bologna in collaborazione con enti privati, per ridurre l’inquinamento da anidride carbonica.

Approvato nel 2009, il progetto Gaia fa parte di un più vasto programma promosso dall’Unione Europea, che prende il nome di Life+ Programme, che ha come intento quello di migliorare le condizioni di vivibilità nelle città abbattendo le quantità di Co2 presenti nell’aria. Per far ciò l’UE in collaborazione con i Comuni, a loro volta appoggiati da enti privati, promuove la piantumazione vera e propria di alberi.

Il comune di Bologna, vistosi approvare il progetto Gaia nel 2009, ha ottenuto la collaborazione di società come Cittalia, Ibimet, Unindustria cui si sono aggiunte, per ricordare le più famose, Hera, Unipol ed Enel. Il progetto, che è formalmente partito nell’ottobre 2010, terminerà nell’aprile 2013 e vedrà un grosso ma dovuto dispendio economico di circa 1,2 milioni di euro, di cui il 50% finanziato direttamente dall’UE.

La partnership pubblico-privato, inoltre, avrà come obiettivo quello di diffondere e portare avanti il progetto: i privati (come Enel e Unindustria) dovranno garantire una riduzione della quantità di Co2 e diminuire, quindi, la Carbon Footprint dei loro prodotti sovvenzionando la piantumazione di alberi, in grado di generare benefici all’intera città.

Con la fine di marzo 2012 ha preso il via la quinta fase del progetto, che consisterà nell’alberazione di alcune zone della città, partendo dal Parco di Villa Angeletti, che dovrebbe terminare ad aprile 2013, mese in cui sono previste le relazioni finali di ogni Comune relativamente al progetto promosso.

Prima di questa quinta fase, la società Ibimet ha svolto studi mirati sulle tipologie di alberi che dovrebbero essere piantati, considerandone la capacità di assorbimento di Co2, stilando un apposito database. Da queste ricerche è emerso che piante con una crescita più rapida hanno una capacità maggiore d’immagazzinamento di anidride carbonica, come ad esempio l’olmo, il frassino e l’ontano, adatte alla buona riuscita del progetto. Non è mancato e non manca, inoltre, un continuo lavoro di fundraising per ricercare nuovi partner che possano collaborare economicamente e tecnicamente al progetto.

Il progetto, come detto in precedenza, prevede per l’aprile 2013 la presentazione dei risultati raggiunti da ogni Comune, compito che per Bologna spetta alla società Cittalia che, dovrà comunicare alla Commissione Europea quanto è stato fatto e in che modo tali risultati sono stati raggiunti. In ogni caso, un team di monitoraggio, indicato dalla Commissione UE, dovrà ricevere report mensili dettagliati sul lavoro svolto, per monitorare il corretto svolgimento del progetto.

Gaia, quindi, s’inserisce in una serie d’iniziative (non ultimi il Piano Strategico Metropolitano e la pedonalizzazione del centro storico), promosse dal Comune di Bologna, per cercare di modificare e migliorare la qualità della vita all’interno della città delle due torri. Abbattere la quantità di Co2, presente nell’aria, e aumentare le aree verdi potrebbe rappresentare il primo passo per la creazione di una città a misura d’uomo, più ecologica e più pulita.

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