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17 marzo 2012

Roma, bus 451: quando un viaggio su un mezzo di trasporto diventa un’odissea

Su un autobus si possono incrociare molti sguardi, incontrare tante persone, in particolar modo se ci si trova in una città come Roma.

Si può avere accanto gente di qualsiasi parte dell’Italia o di qualsiasi paese straniero, dagli infiniti e indefiniti dialetti, di qualsiasi colore di pelle, dall’impiegato, allo studente, dalla casalinga al bimbo accompagnato dal nonno. Nella città eterna ci sono tanti modi per raggiungere un posto, in base alla zona si può prendere un tram, la metropolitana, un taxi, o gli autobus. Tuttavia, alle volte, non si può fare affidamento su quest’ultimi in termini di puntualità, andamento della guida, e soprattutto la frequenza. Per giunta, se un autobus come il 451 che percorre un lungo viale come la Palmiro Togliatti, è composto da un unico scompartimento e la fascia oraria è quella delle 08:00 del mattino, sono davvero dolori per chi viaggia. Qualsiasi giorno esso sia.

Il 451 è l’autobus che collega piazza Cinecittà con la fermata della metro B Ponte Mammolo. Una linea importante che attraversa la periferia sud-est di Roma ed incrocia quattro strade consolari: Tuscolana, Casilina, Prenestina, Collatina.

Lo stato d’animo dei viaggiatori all’interno del bus è davvero intollerabile e asfissiante, nel vero senso della parola. Letteralmente ci si trova l’uno attaccato all’altro, non ci si può muovere, per poter scendere e si è distanti dalle uscite, bisogna avvicinarsi molto prima, si rischia di perdere i sensi per l’eccessiva calura all’interno. Non solo, il tragitto è caratterizzato da sobbalzi dovuti a frequenti buche che si incontrano per strada, nonostante il 451 viaggia, per un lungo tratto, sulla corsia preferenziale.

Le lamentele non tardano ad arrivare, soprattutto da parte dei ragazzi, come ad esempio, quelle di Antonella, studentessa universitaria che impiega circa un’ora per raggiungere l’Università di Tor Vergata. “Non è concepibile, ogni giorno è la stessa storia“. Antonella racconta come quotidianamente subisce questo stato di cose, nonostante faccia ogni mese l’abbonamento. Poi c’è Luca – “La mia giornata è assurda, prima vado a lavorare a Tor Sapienza, quindi devo scendere alla fermata di Togliatti/FR2 e poi prendere un treno per arrivare sul posto di lavoro, se tarda il bus, perdo il treno e sono costretto a prendere il successivo dopo venti minuti, nel pomeriggio vado ai corsi universitari, e la sera è la stessa tiritera, pieno di gente”. Ma non ci sono solo universitari. Anche tanti pendolari sono irritati da tutto ciò. Michele, parrucchiere dice – “saltano spesso le corse e arrivo sempre tardi. Ed esco da casa alle 7.30“. Interviene Federica, studentessa liceale: “Non parliamo di alcuni autisti. Io prendo il 451 al capolinea. Gli autisti, certo non tutti, perdono tempo chiacchierando tra loro e fumando la sigaretta e noi dentro il bus ad aspettarli, e ti rispondono pure male“.

Questi sono solo alcuni degli sfoghi di tanti cittadini che viaggiano su questo bus. I disagi sono perenni e le risposte da parte dell’ATAC sono quelle che sono consapevoli dei ritardi e che la situazione è sotto controllo perché hanno un supervisione satellitare anche su questa linea. Tuttavia, non vengono rispettati gli orari e saltano le corse. Per giunta, sono costanti i ritardi, gli affollamenti e la cattiva educazione di alcuni autisti.

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