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5 marzo 2012

Salvador Dalì, “Un artista, un genio” al Complesso del Vittoriano

Al Complesso del Vittoriano di Roma, dal 9 marzo, sarà possibile visitare una grande retrospettiva dedicata al celebre genio di Salvador Dalì, dal titolo “Un artista, un genio”. La mostra si focalizzerà sulla figura dell’artista poliedrico, dedicatosi in vita non solo al disegno o alla pittura, ma anche alla scultura, al cinema, alla scenografia teatrale, al design e alla moda.

Lo straordinario connubio tra fantasia visionaria e abilità tecnica fa del suo stile – che si rivela nelle forme e nei temi più disparati – uno dei geni più stimati di tutti i tempi. L’artista spagnolo ha attraversato varie fasi artistiche nel corso degli anni di attività, dimostrando un crescente desiderio di sperimentazione: si è accostato ora al divisionismo, ora al realismo, fino al cubismo e al surrealismo (intriso anche di un certo misticismo). Proprio quest’ultimo, il surrealismo, è diventato, poi, la sua cifra stilistica nota al grande pubblico. Dalì, inoltre, si eleva a icona dell’artista contemporaneo, che sfrutta la sua creatività non solo per produrre nuove forme di espressione, ma anche per valicare i confini tra le varie arti e per fare della sua stessa personalità un soggetto artistico.

La mostra, prodotta da ‘Comunicare Organizzando’ di Alessandro Nicosia, si concentra in particolare sulla relazione che unisce, come un filo rosso, l’artista all’Italia; rapporto documentato ampliamente da lettere, opere, fotografie, filmati, e che si nutre della stima profonda per i grandi artisti del Rinascimento, in primis Michelangelo e Raffaello.

Tale rapporto non si limita a una mera forma di apprezzamento delle opere d’arte moderna, ma si basa anche sulle numerose esperienze di viaggio, come la visita al Parco dei Mostri di Bomarzo (un’accertata fonte di ispirazione per molte sue opere), e su alcune particolari collaborazioni professionali, come quella, assai discussa, con il regista Luchino Visconti, per il quale realizza le scene e i costumi della shakespeariana Rosalinda o come vi piace (1948), rappresentata al Teatro Eliseo.

Tutto questo ed altro, come la famosa “Dulcinea”, la Vespa con cui Dalì girò la capitale all’inizio degli anni sessanta, sarà presente e documentato dalla mostra al Complesso del Vittoriano; una delle più grandi, forse, mai dedicate all’artista nel nostro Paese e la prima, in assoluto, ad approfondire il suo legame con l’Italia.

Contribuiscono alla ricchezza e alla varietà del materiale esposto, la Fundaciò Gala-Salvador Dalì di Figueres e il supporto di grandi istituzioni museali come il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e la Thyssen-Bornemisza Collection.

 

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