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13 marzo 2012

Sorbonne, rêve de vie

Un edificio bianco che racchiude la sintesi dell’universo, ecco l’emozione che si prova davanti alla Sorbona, in una Parigi meravigliosa dove tutte le persone sembrano libere e felici.

Suggestioni, realtà? Indipendentemente dalla risposta, la Sorbona è sempre stata e continua ad essere l’eccellenza della formazione e della conoscenza per la cura, l’amore, la dignità con cui nel tempo ha saputo onorare qualità della didattica, metodo educativo nella direzione della valorizzazione e dello svilippo dello spirito critico di studenti e studentesse, cercando sempre di incentivare internazionalità e intedisciplinarità. Uno sguardo su un orizzonte aperto: la possibilità di bellezza e di grandezza dell’umanità in cerca della propria storia e del proprio futuro.

Insegnare senza schiacciare, per includere, per accorciare le distanze, per liberare scienza e far circolare idee, stimolare creatività, portando e festeggiando le differenze.

Non si tratta semplicemente dell’università a cui siamo abituati in Italia, si tratta del senso della conoscenza, senza esagerare: un dono ricevuto, da portare e da trasmettere.

Il 28 settembre 2010, in occasione del conferimento della laurea ad honorem al Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, il Presidente dell’ateneo parigino, George Molinié, avrebbe dichiarato: “L’Alma Mater è la ‘sorella maggiore’ della Sorbonne

Una sorella minore, la Sorbonne, che se è meno antica della tradizione accademica bolognese, ha saputo diventare esperienza altrettanto prestegiosa e soprattutto – quello che veramente conta – luogo accogliente e di ispirazione in cui esprimersi e crescere felicimente.

Insomma, mettendo da parte falsi pudori nazionalistici, ad oggi, il livello di sorbonien e sorboniennes è di molto superiore, anche per chances occupazionali post laurea.

Per chi desidera studiare in Francia, l’integrazione europea e la conseguente libertà di circolazione; l’esperienza dell’Erasmus; oltre che gli obiettivi del Bologna Process di adeguamento delle carriere accademiche hanno di molto aiutato i progetti di trasferimento.

Tuttavia c’è una novità che intensifica i rapporti proprio con la Sorbona, infatti, ieri (12.03.12) il Rettore dell’Alma Mater, Ivano Dionigi, ha siglato a Parigi, insieme al Presidente della Sorbona George Molinié, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia, Giovanni Caracciolo, un memorandum di intesa tra l’Università di Bologna e Paris IV Sorbonne.

L’accordo intende facilitare i progetti scientifici, didattici e culturali comuni, valorizzando il lavoro dei ricercatori e le esperienze degli studenti e aprendo a nuove possibilità interdisciplinari nell’ambito delle scienze umane e delle scienze del linguaggio. La politica di ricerca di entrambe le istituzioni mira infatti a facilitare la collaborazione internazionale attraverso il superamento delle classificazioni tematiche e cronologiche tradizionali. In particolare verranno promossi progetti di ricerca, seminari e simposi, scuole estive per dottorandi e post-doc, scambio di materiale bibliografico oltre al supporto di percorso tematici interdisciplinari, con una particolare attenzione ai dottorati di ricerca“, si legge sul Magazine dell’Unibo.

Una grande prova di responsabilità virtuosa quella che ci si sta assumendo in questa nuova stagione di apertura allo studio in favore delle giovani generazioni che hanno un sogno nel cassetto, quello che fino a ieri sembrava irrealizzabile, raggiungere, in modo concreto, il tempio del francese: la lingua del Pariso perduto.

Al di là della passione francofila, condivisibile o meno, questo traguardo è potente simbolicamente, perché mostra come l’Alma Mater sia al passo con i tempi e con le sfide del presente, a cui si aggiungeranno altri esiti: anche se c’è da affrettare il passo o da correre, siamo già in marcia!

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